DIGITALE TERRESTRE

Switch off, Abruzzo oscurato e abbandonato. Scoppia la rabbia: «no al canone Rai»

Dal call center inviti alla pazienza e «a richiamare più in là»

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Switch off, Abruzzo oscurato e abbandonato. Scoppia la rabbia: «no al canone Rai»
ABRUZZO. Nel mezzo dello switch off l'Abruzzo è un sequela di disagi e la tv anche per stasera potrebbe essere più un problema che uno svago.

Scrivono da ogni parte d’Abruzzo sulla nostra pagina Facebook dedicata al digitale terrestre.
Anche sulla pagina di PrimaDaNoi.it la mappa del disagio è molto più dettagliata. C'è però chi ha risolto i problemi da solo. Sono loro, i cittadini abruzzesi, quelli che pagano il canone Rai da una vita e dal 7 maggio (switch off) hanno problemi a sintonizzarsi. Il nuovo segnale è assente, le immagini sgranate ed interrotte e prive di audio. A volte i canali sono letteralmente kaputt. La situazione dovrebbe essere momentanea e risolversi nei prossimi giorni. Ma c’è anche chi, impaziente, grida vendetta.
«Se le cose non si risolvono», fanno sapere i cittadini infervorati sul Web, «non pagheremo il canone Rai». E questa sarebbe la loro protesta-risposta al disservizio di questi giorni. Ma dalle poche informazioni diramate prima della rivoluzione copernicana della Tv si era detto che il disagio era previsto per due o tre giorni. Ed oggi ci siamo dentro in pieno.
L’aria è gravida di tensione, rabbia e disorientamento ma di certo non mancano novità. «Il passaggio al nuovo segnale che all’inizio doveva avvenire a scaglioni, secondo un crono programma ben stabilito (in alcune zone prima, in altre dopo), si terrà invece tutto in una sola volta e a data da definire», così dicono gli operatori del numero verde. Una trovata per giustificare l’oscuramento totale dell’Abruzzo?

«NO DIGITALE? NO CANONE»
Un coro di proteste si leva sul Web. Sono le voci di Laura, Maria Teresa, Serena, Vittoria e tanti altri.
«Poco ci interessa la rassegna stampa di Chiodi o del Ministro», dice Alessio, «vorrei notizie tecniche visto che non riesco a vedere Rai2 e Rai3».
Gli fa l’eco Andrea Giusti: «Montesilvano angolo via Verrotti/via Chiarini non si vede una Minc… Grazie Rai per esserti ricordata di noi » e Laura Denu: «a L'Aquila e dintorni dopo lo switch off definitivo, dove vedremo i canali Rai? Che si vedono un giorno sì e tre no!! Evasione del canone??».
I toni si riscaldano sempre di più: c’è chi si dice stanco per l’ennesima sintonizzazione non andata a buon fine come Stefania D’Aniballe. «Sono 6 volte», dice, «che da stamattina faccio risintonizzazione non ce la faccio più».
Tina Parisi da San Valentino in Abruzzo Citeriore fa un appello: « sistemate al più presto la linea........non è possibile.......che non si possa vedere niente in santa pace senza interruzione di "non c'è segnale"».
C’ è chi infine si scambia messaggi di solidarietà, consigli tecnici e aiuti pratici.
Almeno tra loro si danno una mano. Il consiglio per ora rimane quello di pazientare qualche altro giorno e poi sperare che non ci siano problemi ma solo i benefici promessi.
Eppure nella fase pre-switch off la macchina organizzativa funzionava alla grande: ci sono stati incontri, tavoli tecnici, proclami, volontari mandati nelle piazze ad illustrare il prodotto, frequenze attribuite in anticipo ma assegnate in ritardo; uno spiegamento di forze e danari non indifferente. Oggi, a cose quasi fatte, le istituzioni dispensano risposte vaghe ed imprecise e prendono tempo.

L’ABRUZZO: UN’UNICA GRANDE ZONA OMBROSA
In cima alle domande che PrimaDaNoi.it ha rivolto da tempo al Ministero dello Sviluppo Economico ce n’è una di particolare interesse. «Esiste una mappa delle aree ombrose (quelle in cui la ricezione del segnale sarà debole o inesistente)?».
Le risposte sono state diverse. La sostanza una sola: una mappa non c’è.
A risponderci sono stati poi i fatti e le numerose segnalazioni di disservizi provenienti da tutta la Regione.
Le aree ‘oscurate’ al momento sono Pescara (via Bologna, Pineta d’Avalos, zona stadio), Montesilvano, Miglianico, Chieti, San Valentino in Abruzzo Citeriore, L’Aquila, Spoltore, Pescara, Montazzoli, Silvi Marina, Nereto, Lanciano Alta, Archi. Tutti hanno lamentato la mancata ricezione dei canali Rai, Mediaset e La7. La situazione è in continua evoluzione segno che si sta lavorando e che questi (forse) sono solo i sintomi del "trapasso" e non del collasso.

LE VOSTRE DOMANDE…
PrimaDaNoi.it ha bussato alla porta delle istituzioni per avere le dovute risposte ad alcune domande, per esempio: che cosa si deve fare per visualizzare i canali Rai? Quando finiranno i disagi? Perché con la piattaforma digitale Tivùsat non è possibile vedere i canali regionali? Perchè in zone a pochi metri di distanza l’una dall’altra il segnale si comporta diversamente (a tratti prende a tratti no)? Il servizio di Tivù sat verrà coperta o meno dal bonus di 50 euro per gli aventi dritto? Come sono stati spesi i soldi pubblici per la campagna di Comunicazione della Fondazione Bordoni? A chi è stato appaltato il servizio per il numero verde?

LE LORO “RISPOSTE”
Siamo partiti con il Ministero dello Sviluppo Economico che, interpellato più volte, ha risposto a metà tralasciando domande importanti e precise (come sono stati spesi i soldi per la campagna di comunicazione? A chi è stata affidata la gestione del servizio del numero verde?). Poi è toccato al Corecom Abruzzo che, nelle vesti del suo presidente Filippo Lucci ha ammesso «errori grossolani» nella macchina organizzativa.
La Fondazione Bordoni che ha ricevuto 1,3 mln da gestire per conto del Ministero per lo Sviluppo Economico per la campagna di comunicazione si è mantenuta sul vago senza dare troppe spiegazioni. Ha assicurato che il bonus di 50 euro per gli aventi diritto è esteso anche al decoder Tivù Sat, «come si può evincere dalla lista ufficiale di decoder ammessi al contributo statale. www.decoder.comunicazioni.it oppure può essere richiesto contattando il call center al numero verde 800.022.000».
Quanto all’ utilizzo dei soldi per la campagna di comunicazione la Fondazione non fornisce dettagli. «La campagna di comunicazione istituzionale del Ministero», dice, «è stata resa nota e condivisa nell’ambito dei lavori della task force Abruzzo nella quale è presente anche un rappresentante della Regione Abruzzo e non c’è stata alcuna condivisione di fondi fra Corecom e Fondazione Bordoni; le iniziative di comunicazione poste in atto dal Corecom e dalla Regione sono state indipendenti rispetto alla campagna di comunicazione istituzionale».
Visto il numero di persone che cerca di sapere evidentemente si poteva fare davvero qualcosa di più.
Dal numero verde invitano alla pazienza. «Saranno giorni pieni di lavori. Quindi consigliamo di risintonizzarvi più volte», hanno detto. In poche parole neanche domani il servizio verrà assicurato. E dal numero verde arriva anche l'assicurazione (non sappiamo quanto ufficiale) che con la piattaforma tivù sat i canali regionali saranno visibili. Questa piattaforma è quella che lo Stato consiglia in caso di zone d'ombra e di assenza di segnale del digitale terrestre.
In questa vicenda anche la Regione Abruzzo ha fatto la sua parte decidendo di stanziare 1 mln di euro alle emittenti tv locali per il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale. Il documento già scritto, approvato e controfirmato non sarebbe stato ancora ufficializzato.
Marirosa Barbieri