DIGITALE TERRESTRE

Switch off, Lucci (Corecom): «errori grossolani che si potevano evitare»

Ci saranno problemi legti alla copertura del segnale inzone collinari e interne

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Lucci e Calabrò (Agcom)

Lucci e Calabrò (Agcom)

ABRUZZO. «Si poteva senza dubbio fare di meglio sul digitale terrestre in Abruzzo». Ne è certo Filippo Lucci, presidente del Comitato regionale per le comunicazioni d’Abruzzo (Corecom) che ammette alcune falle nella macchina organizzativa del passaggio al digitale.

Si tratta di qualche anello “mal funzionante” della catena di informazione che parte dal Ministero dello Sviluppo Economico e finisce con la fondazione Ugo Bordoni cui il Dicastero ha affidato più di 1mln di euro per la campagna di comunicazione sullo switch off. Il numero uno del Corecom parla a PrimaDaNoi.it di zone rosse (le aree in cui il digitale verrà a stento ricevuto), spiega il ruolo del Comitato e della strategia sposata da tutti gli attori dello switch off: sedersi, aspettare e vedere che succederà dopo l’oscuramento. «Solo i giorni successivi ci accorgeremo di quali saranno le emergenze», dice Lucci. 

LE AREE ROSSE
Ci saranno o no queste zone d’ombra dove la ricezione del segnale sarà debole se non del tutto assente? «Certo che sì», ammette Lucci, anche se una vera e propria mappa non c’è.
Il presidente indica sommariamente, come a rischio, «le zone collinari, interne e costiere, queste ultime soggette alle interferenze dei Paesi transfrontalieri», ma non se la sente di entrare nel merito.
Il Corecom ha allertato l’ispettorato territoriale del Ministero, dice, «che è pronto ad intervenire con una task force per le emergenze con priorità nelle zone maggiormente popolose. E poi c’è il numero verde pronto per rispondere ad ogni tipo di segnalazione. I disagi si manifesteranno giorno dopo giorno e solo a metà mese conosceremo un quadro preciso e potremo intervenire».

«NEGLI SPOT BONUS TIVU’ SAT NON PUBBLICIZZATO»
Lucci parla anche del bonus di 50 euro che, a grande sorpresa (non era stato comunicato) dovrebbe coprire anche il servizio TivùSat (la piattaforma gratuita satellitare) per gli aventi diritto.
«La comunicazione, cioè gli spot che ho visto», ha detto,«non contenevano questo tipo di informazione. Mi risulta che in una riunione pubblica organizzata dalla Regione ci fosse un rappresentante di Tivùsat che parlava della possibilità dell’agevolazione ma non so se sia stata firmata una convenzione».
Perché questa omissione nella campagna di comunicazione?
Quanto ai rapporti tra Corecom e la Fondazione Bordoni, «essi si sarebbero limitati al minimo», dice il presidente che parla di incontri tesi a definire l’azione sul territorio «per non sovrapporsi nelle iniziative».

«CI METTIAMO LA FACCIA»
«La comunicazione del Corecom è stata minima, noi non abbiamo una delega dalla Regione o dal Governo su questi temi del digitale, li abbiamo affrontati perché vedevamo che nessuno ci voleva mettere la faccia e abbiamo ravvisato carenze, in primis da parte del Ministero». E’ chiaro Filippo Lucci sul ruolo del suo Comitato ed ha un paio di cose da rimproverare alla macchina organizzativa.
«Il Ministero avrebbe potuto interpellare più attori», dice, «tecnici, emittenti, tecnici, antennisti, associazioni di consumatori, sindaci, Corecom; una maggiore condivisione avrebbe risolto preventivamente errori grossolani. Nonostante l’esperienza maturata in altre regioni (dove lo switch off c’è stato da tempo e ci sono stati problemi), in Abruzzo si è partiti da zero. E poi ci sono stati i ritardi nei tempi di assegnazione delle frequenze tv alle emittenti televisive (attribuite qualche giorno fa)».
Quanto al bando sui contributi regionali (1 mln di euro) per le emittenti televisive locali che in occasione dello switch off sosterranno interventi strutturali, Lucci non si pronuncia.
«E’ ancora presto per parlarne», dice, «visto che non è ancora stato ufficializzato. Attendo di leggere il documento sulla Gazzetta Ufficiale e poi potrò dire».
Il documento però è stato già scritto, approvato e controfirmato...
Marirosa Barbieri
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