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Snam, Comitati ambientalisti: «prima l’annuncio di un tavolo, poi il silenzio totale»

I cittadini non mollano: «noi uniti fino all’ultimo»

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Snam, Comitati ambientalisti: «prima l’annuncio di un tavolo, poi il silenzio totale»
SULMONA. Se le promesse sfumano e la politica è assente, loro non tagliano la corda ma restano lì, fermi, a sostenere la battaglia anti Snam.

E’ questo il messaggio che i Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona indirizzano alle istituzioni. Loro non abbassano la guardia sul metanodotto Brindisi-Minerbio di 687 km e centrale di compressione che dovrebbe attraversare il territorio peligno neanche davanti a promesse, secondo loro, non rispettate. Come quella dell'onorevole Paola Pelino, hanno detto i comitati, «che avrebbe annunciato, il 16 marzo scorso durante un consiglio comunale che il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, avrebbe convocato un tavolo nazionale sulla questione Snam».
Sono passati quasi due mesi, ricordano, «da quell'annuncio, ma del tavolo non c'é nessuna traccia. Come non c'é traccia di una qualche iniziativa, da parte dei rappresentanti istituzionali del nostro territorio, affinché si passi dalle parole ai fatti».
Il progetto sembra andare avanti e la prossima fase sarà la convocazione della Conferenza dei Servizi per la centrale di compressione che é l'atto finale prima dell'autorizzazione ministeriale.
«Se ci fosse un residuo di serietà », dicono i comitati, «e di dignità nei nostri rappresentanti politici forse si potrebbe ancora fermare il treno in corsa dell'autorizzazione. Ma il tempo trascorso da quando é iniziata la lotta dei cittadini contro l'eco-mostro della Snam (era il gennaio 2008), ci ha fornito un'ampia riprova che questa classe politica non ha né serietà né dignità del proprio ruolo ma, al contrario, ha come segni distintivi l'inaffidabilità, la subordinazione alla volontà dei poteri forti, l’indifferenza verso la natura, l’immobilismo del “lascia che sia”, il non decidere, aspettando sulla riva del fiume che passi il “cadavere” del nostro territorio, senza alcun rispetto e considerazione per chi ci vive. Questa classe politica, se avesse voluto onorare il mandato ricevuto dai cittadini, avrebbe potuto e dovuto farlo già molto tempo prima, evitando che il governo Berlusconi emanasse i due decreti, di compatibilità ambientale e di pubblica utilità, che hanno posto una pesante ipoteca sull'esito finale».
Sul metanodotto, la Regione Abruzzo si è impegnata formalmente con ben due risoluzioni una del 18 ottobre scorso, l’altra dello scorso febbraio. Quest’ultima impegna il Presidente Gianni Chiodi ad adempiere a una serie di prescrizioni: la trasmissione al Ministero dello Sviluppo Economico del parere contrario della Regione sull'attuale progetto del metanodotto e della centrale che la Snam vorrebbe realizzare in Valle Peligna; la richiesta allo stesso Ministero di fermare l'iter e disporre la modifica del tracciato (così come stabilito dalla risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati); la sospensione di ogni procedimento in atto da parte di organi e strutture della Regione e blocco del rilascio di pareri o autorizzazioni; la richiesta al Governo centrale di istituzione di un tavolo tra tutti i soggetti interessati, al fine di individuare una soluzione alternativa sia per il metanodotto, che per la centrale di compressione.