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Trasporti, sfuma l’azienda unica? Gtm e Sangritana rinnovano cda per 3 anni

Clausola che prevede decadenza ma l’opposizione si infuria

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Trasporti, sfuma l’azienda unica? Gtm e Sangritana rinnovano cda per 3 anni
ABRUZZO. Sono stati rinnovati per tre anni, da parte della Giunta regionale, i direttori generali e i consigli di amministrazione di Gtm e Sangritana.

Una notizia che è arrivata come un fulmine a ciel sereno, a tratti incomprensibile per via del processo in corso di realizzazione dell’Azienda Unica del trasporto su gomma. Un progetto che l’Abruzzo aspetta da anni (e si sarebbe dovuto concretizzare a fine giugno 2012) e che lo stesso presidente Chiodi, all’indomani dell’approvazione della Legge regionale sulla fusione di Arpa, Gtm e Sangritana, definiva come «progetto di riforma epocale». E non fa star tranquilli nemmeno la clausola, fatta inserire da Chiodi, che prevede in caso di fusione la decadenza del cda.
L’azienda unica nasce con l’obiettivo di razionalizzare i costi di gestione evitando l’attuale moltiplicazione per tre delle strutture organizzative – gestionali e le relative sovrapposizioni e oggi si persevera su questa strada.
La politica e i sindacati ore sono in fermento. «Il buon senso», fanno notare Domenico D’Aurora (Cgil Abruzzo) e Luigi Scaccialepre (Filt Cgil Abruzzo), «avrebbe suggerito di affidare gli stessi incarichi in prorogatio e fino alla definizione del progetto di fusione, invece i rinnovi vengono fatti per tre anni».
Per la Cgil non va sottaciuto che le persone interessate dal rinnovo «sono le stesse che dovrebbero definire entro giugno il Progetto di Unificazione delle tre aziende e che alcuni di loro hanno in più occasioni etichettato il progetto di accorpamento delle aziende come “un’operazione solo demagogica che porterebbe all’aggravio di costi aggiuntivi».
Sempre il sindacato chiede al presidente Chiodi di spiegare quali siano state «le reali motivazioni che hanno spinto il governatore, che ha presenziato personalmente le assemblee degli azionisti nelle stesse imprese, a rinnovi a così lunga scadenza e che mal si combinano con gli obiettivi contenuti nella Legge Regionale».
Il consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Carlo Costantini, parla di «scelta irresponsabile» perché «non è più solo un problema di poltrone; è anche un problema di costi e spese inutili tipiche di una gestione artatamente frammentata di identiche funzioni che lo stesso impiegato, lo stesso carrozziere, lo stesso meccanico potrebbero assicurare per tutte e tre le società e che invece le tre società si trovano a doversi assicurare individualmente, triplicando i costi».
«La fusione», continua Costantini, «doveva essere fatta tre anni fa. I tre anni sono passati, la fusione è ancora lontana da realizzarsi, i CdA hanno remato contro ed oggi, con la loro riconferma per altri tre anni, ci ritroviamo punto e a capo».
«La riforma dei trasporti è sempre più lontana», denuncia anche il consigliere del Pd Claudio Ruffini. «Questa maggioranza ha dimostrato ancora una volta le sue reali intenzioni sul tema della riforma dei trasporti. Più che la riforma per il momento hanno bisogno di accontentare i loro protetti». Il consigliere del Pd ricorda come poche settimane fa avesse invitato Chiodi e la sua maggioranza a non effettuare la proroga degli attuali organismi, sia perchè sono onerosi, sia perchè lo spirito della riforma è quello di andare ad un contenimento delle spese.
«Avevamo chiesto che si procedesse a nominare un unico Cda oppure un Commissario con il compito specifico della gestione ordinaria e di attuare il progetto di fusione. Invece non si è fatto nulla come al solito, anzi si è preferito prorogare gli attuali organismi di altri tre anni», spiega Ruffini.

Sulla Sangritana secondo l’esponente del Partito Democratico si è andato anche oltre, nominando addirittura un vice-direttore (proveniente da Teramo) «senza che vi sia una reale esigenza che giustifichi questo aumento di spesa per il personale dirigenziale e senza nessuna trasparenza (nessun avviso pubblico per la sua scelta)».

«Evidentemente», riflette il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo «è il "tavolo politico" del Pdl la sede in cui si discute non certo i "patti" e tantomeno le sedi istituzionali. E' forte la sensazione che si stia minando il processo di fusione delle società di trasporti che già la maggioranza ha ritardato oltremodo. Soltanto l'azione dell'opposizione ha consentito all'assessore Morra di superare in consiglio regionale le resistenze del Pdl. Ora Chiodi rinnova vertici di società che si sono apertamente schierati - come nel caso di Michele Russo della GTM - contro la fusione».
«Rimane il fatto che chi può rimanere altri tre anni sulla poltrona difficilmente si adopererà con celerità per portare a termine gli adempimenti relativi al processo di fusione nell'azienda unica».