L'UDIENZA

Pierangeli:«né chiarezza né trasparenza nella sanità abruzzese nell’era Del Turco»

Per l'imprenditore «Angelini avvantaggiato». Anche così si è scavato il buco della sanità

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Pierangeli:«né chiarezza né trasparenza nella sanità abruzzese nell’era Del Turco»
PESCARA. Secondo giorno di deposizione per Luigi Pierangeli. Circa 14 ore nette, fino ad ora, di argomentazioni sulla sanità degli ultimi 10 anni. E siamo appena a metà.

Prova “olimpionica” per l’imprenditore privato della sanità, con possibilità di avvicinarsi al guinness dei primati per la deposizione più lunga, impegnativa e articolata di questo processo. Sono stati citati spesso a memoria atti e leggi e ricordati particolari di molti anni fa. Altre volte Pierangeli ha alzato le mani alla richiesta di cifre precise. Lui è testimone tra i più importanti del processo che vede tra gli imputati l’ex presidente della giunta regionale Ottaviano Del Turco ed altri tra amministratori di centrodestra e centrosinistra dal 2004 al 2008.
L’importanza sta nel fatto che Pierangeli è nemico di Angelini (lo accusa di aver gonfiato i dati dei ricoveri) e per questo potrebbe essere utile alla difesa Del Turco. L’ex presidente viene però accusato dal titolare della clinica Pierangeli e dell’Aiop che si è costituita parte civile contro la sua giunta di centrosinistra ma non contro quella di Pace (centrodestra).
La seconda giornata di fatica per il teste è andata in onda oggi al tribunale di Pescara ed ha ripercorso gli ultimi scampoli delle vicende sanitarie contestate che giungono appunto fino al 2008 (gli arresti eccellenti ci furono il 14 luglio).

TECNICISMI E RIPETIZIONI
I tecnicismi l’hanno fatta da padrona e l’attenzione è stata messa più volte a dura prova sia per la spasmodica ripetizione di concetti e circostanze, sia per la difficoltà di comprensione di dati, numeri, medie, elaborazioni di Drg, di termini tecnici come “sdo”, ricoveri inappropriati”, “specialità”, “tasso medio di occupazione”, giorni di degenza, “day surgery”…
Sforzo di comprensione in parte mitigata dalla enorme proprietà della materia di Pierangeli a tratti più relatore di master in sanità che altro non facendosi scrupolo di ripetere più e più volte passaggi a volte complicati.
Alla base delle ore trascorse resta il racconto del disagio che l’Aiop (l’associazione delle cliniche private rappresentate da Pierangeli) ha vissuto alla ricerca di informazioni vitali per comprendere i criteri adottati dalla Regione per stabilire i rimborsi sanitari.
Dietro i tecnicismi, però, si sono illustrati i meccanismi che la Regione di allora avrebbe utilizzato per favorire alcune cliniche private e penalizzarne altre. Il tutto avveniva quando l’assessore Bernardo Mazzocca decise di avviare i controlli sulle cartelle cliniche per meglio capire ed inquadrare i dati emersi («dal 5% di controlli siamo passati ad esaminare il 50% delle cartelle cliniche», è la posizione dell’ex assessore alla sanità). Mazzocca ha ascoltato con attenzione tutti i passaggi di Pierangeli ma notandone alcune incongruenze che potrebbero emergere meglio nell’ambito del controesame previsto per la terza giornata stabilita per il prossimo 10 maggio.
Pierangeli ha ribadito che l’Aiop aveva chiesto alla Regione di capire e decifrare i dati, poi pubblicati, riguardanti i ricoveri delle cliniche poichè su quei dati sarebbero stati stabiliti i tetti di spesa ed i budget per le annualità future. Ma quei numeri contenevano anche ricoveri impropri e illogicità («numeri gonfiati», contesta la procura per lucrare sui rimborsi) e per questo l’Aiop si sarebbe attesa che la Regione, in seguito ai controlli effettuati, avrebbe fatto pagare gli errori (cioè i rimborsi in più introitati in seguito agli artifizi) ai diretti responsabili mentre invece si decise di multare tutti e di tagliare i tetti di spesa ma con diverse percentuali.

«CONTEGGIATE ANCHE PRESTAZIONI NON REMUNERABILI»
Per tre ore Pierangeli ha risposto alle domande del pm Giuseppe Bellelli anche su questioni tecniche relative alla delibera della Regione del 28 gennaio 2008 sui budget provvisori per le case di cura. Ha sostenuto davanti ai giudici che l'atto è stato adottato senza che l'Associazione avesse la possibilità di discutere dei criteri con l'assessorato regionale alla Sanità e l'Agenzia sanitaria regionale e dunque che i nuovi budget sono stati stabiliti senza la verifica di tutti i dati degli anni precedenti in quanto le ispezioni erano ancora in corso. Per il testimone sostanzialmente i tagli sono stati fatti in maniera non corretta tra le varie cliniche private in quanto a Villa Pini, all'epoca di proprietà di Vincenzo Maria Angelini sono state conteggiate anche le prestazioni non remunerabili.
Nel corso della testimonianza del presidente dell'Aiop, Angelini ha preso molti appunti interrompendo a volte Pierangeli e urlando in maniera categorica «è falso», diventando un tormentone fastidioso che il presidente del collegio, Carmelo De Santis, ha più volte censurato.
In una delle pause dell'udienza l'ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, si e' avvicinato ai giornalisti e ha commentato: «Stiamo dedicando al tema del risanamento del bilancio sette ore, mentre alla prima cartolarizzazione, che è all'origine di tutti i guai ed e' anche figlia di una decisione dell'Aiop, sono stati dedicati solo dieci minuti. Come se fosse un reato risanare».

«DRG VARIABILI PER FAVORIRE VILLA PINI»
Gran parte della illustrazione fatta da Pierangeli ha riguardato l’incongruenza (presunta e contestata poi dall’avvocato di Angelini) dell’utilizzo di due parametri diversi (Drg medi, unità di misura per calcolare i rimborsi), uno per stabilire il budget per ogni clinica privata ed un altro per stabilire le multe da comminare per i ricoveri impropri.
Insomma da una parte c’è la Regione che ha bisogno di dati certi di partenza per stabilire quanto può rimborsare alle cliniche private e, dall’altra, c’è l’esigenza di calcolare le multe. Pierangeli ha fatto notare che per molte cliniche il Drg medio utilizzato per calcolare il budget era inferiore rispetto a quello per calcolare le multe. In pratica è come utilizzare un metro più corto per misurare la stoffa che il mercante vuole vendere ed uno più lungo per misurare la stoffa che deve acquistare.
Il metodo utilizzato dalla Regione valeva per tutte le cliniche (chi più, chi meno) tranne che per Villa Pini che aveva un budget calcolato su un Drg medio di 4800 euro circa che si abbassava vertiginosamente a 1800 quando la stessa Regione doveva calcolare l’ammenda da comminare alla clinica che più di tutte le altre se la batteva per i ricoveri inappropriati. Cifre che per alcuni dimostrerebbero la volontà di favorire la clinica di Angelini.

LA TRASPARENZA
Altra parte corposa della deposizione ha riguardato la fatica che l’Aiop ha dovuto fare per ottenere trasparenza dalla Regione, sia per avere il verbale di una riunione di un tavolo tecnico “nascosto” per mesi (reato di cui sono accusati Mazzocca e Di Stanislao), sia la fatica per ottenere i dati delle Sdo 2006 formalmente pubblicati sul sito dell’Agenzia sanitaria ma in realtà non scaricabili né visionabili per mancanza del file sul server come si spiegò un articolo di PrimaDaNoi.it (agli atti del processo) del 28 febbraio 2008 e pubblicando integralmente i file introvabili altrove (files che poi a distanza di poche ore sono comparsi anche sul sito ufficiale della Agenzia sanitaria).

«A VILLA PINI BUDGET SUPERIORE ALLA CAPACITA’ PRODUTTIVA»
Nel pomeriggio l'udienza è ripresa con il controesame di Pierangeli da parte del difensore di Angelini, l'avvocato Sergio Menna. Il presidente dell'Aiop ha risposto alle domande ribadendo sostanzialmente che a Villa Pini e' stato assegnato un budget superiore alla capacita' produttiva. Durante il controesame l'avvocato Menna ha sostenuto che i dati dell'Aiop sulle prestazioni delle case di cura erano sbagliati perche' tenevano conto solo di due parametri e non di tutti. Da parte sua Pierangeli, nel corso dell'esame del pm, ha evidenziato che l'ex direttore dell'Agenzia sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao, nel corso di un incontro con la dottoressa Concetta Petruzzi disse che i dati Aiop erano corretti ma che i numeri erano stati a lui «imposti dalla politica».
Il contro esame dell’avvocato di Angelini però è parso a tratti un “dialogo impossibile” tra due persone che non si capiscono e con una serie di precisazioni e di censure tecniche da parte del teste nei confronti dell’avvocato.
Siparietto gustoso: l’avvocato Menna ha mostrato al teste le fotocopie in bianco e nero delle Sdo (schede di dimissioni ospedaliere) a Pierangeli ma l’imprenditore non avendo gli occhiali giusti per leggere ha scatenato l’offerta dei presbiti dell’aula che hanno consegnato ognuno i propri occhiali non trovandone però alcuno che avesse la giusta gradazione. Dopo la pausa imposta dal collegio Pierangeli è ritornato con i suoi occhiali ed una propria copia dei dati, dimostrando che quella dell’avvocato mancasse di una parte fondamentale.

DEL TURCO CONTRO LE CLINICHE, LE CLINICHE CONTRO DEL TURCO
Al di fuori della ritualità processuale la posizione per l’ex giunta Del Turco è questa: solo quando loro stessi hanno iniziato a controllare davvero le cliniche e ad imporre riduzioni nei ricoveri si sono scatenate le ire dell’Aiop che invece prima non aveva contestato la formazione dei budget che, durante la famosa cena a casa di Giancarlo Masciarlli, sarebbero stati aumentati proporzionalmente a tutti.
Secondo Angelini invece «Pierangeli scarta i dati che non gli piacciono, dice bugie sui dati che menziona e quando parla dell’accordo per il budget 2008 e del valore per Villa Pini di 4800 euro per il Drg mente sapendo di mentire perché quell’accordo non è mai entrato in vigore. A Villa Pini è stato abbassato il budget da 22 a 17 milioni».
Sanitopoli non è solo un processo infinitamente corposo e smisurato per dimensioni ma è anche straordinariamente complesso per svariati motivi. Ragioni che implicano un superlavoro della Corte da ora per quando scriveranno la sentenza. Forse tra un anno.
Alessandro Biancardi