TRASPARENZA

Spese per gli affitti online: ecco il nuovo obbligo per i Comuni

Gli Enti pubblici alle prese con nuove diposizioni di legge

Redazione Pdn

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Spese per gli affitti online: ecco il nuovo obbligo per i Comuni
ABRUZZO. Il Comune "x" paga l’affitto per quanti e quali immobili? A quanto ammonta la spesa? Non c’è altra soluzione?

Domande lecite alle quali spesso i Comuni si sottraggono o rispondono mal volentieri. Da oggi però una legge nazionale impone l’obbligo a carico delle amministrazioni locali di pubblicare sui propri siti internet i canoni di locazione o di affitto versati per il godimento di beni immobili, le finalità di utilizzo, le dimensioni e l’ubicazione degli stessi come risultanti dal contratto di locazione.
Niente scuse quindi, lo dice la legge. La prescrizione rientra nel Decreto legge sulle liberalizzazioni (d.l. n. 1 del 24 gennaio 2012), che all’articolo 97 bis “Trasparenza dei costi sostenuti dagli enti locali per locazioni” parla chiaro: «Al fine di assicurare la razionalizzazione e il contenimento delle spese degli enti territoriali», recita la norma, «a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli enti locali sono tenuti a pubblicare sui propri siti istituzionali i canoni di locazione o di affitto versati dall'amministrazione…».
Il fine ultimo quindi è quello di garantire la trasparenza su un capitolo di spesa pubblica, di controllare se tale spesa sia effettivamente giustificata nel pubblico interesse se l’affitto di un immobile sia effettivamente necessario, (perché magari il Comune potrebbe farne a meno ricorrendo ad immobili di proprietà) e se la somma versata a tal fine è congrua e non eccessiva rispetto ai canoni normalmente praticati. Insomma se i soldi pubblici vengono spesi bene.
Sull’argomento è intervenuto Luigi Sgambati candidato al consiglio comunale con la lista “In Comune” a L’Aquila che mette l’accento sulla “specificità aquilana”.
«Non ci risulta che sul sito istituzionale del Comune de L’Aquila», ha detto, «siano consultabili i dati relativi ai canoni di affitto versati. Carenza tanto più significativa nell’attuale situazione; come è noto, infatti, dopo il sisma il Comune è frammentato in una serie di sedi provvisorie di proprietà privata ed è dunque estremamente rilevante che tutti i cittadini possano conoscere quanto si spenda in affitti».