L'UDIENZA

Sanitopoli, Pierangeli: «segnalai a Del Turco dei ricoveri gonfiati»

Il processo riprenderà lunedì prossimo con il controesame di imputati e parti civili

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 Sanitopoli, Pierangeli: «segnalai a Del Turco dei ricoveri gonfiati»
ABRUZZO. Sei ore non sono bastate per ascoltare il teste Luigi Pierangeli, titolare della omonima casa di cura privata.

Nell’udienza di ieri di Sanitopoli l’imprenditore ha ripercorso lungamente e nel dettaglio, sotto la guida del pm Giuseppe Bellelli che lo ha indirizzato con domande e richieste di particolari, tutta la sanità abruzzese degli ultimi 15 anni. Si è partiti da molto lontano e precisamente dai primi anni 90 per segnare le differenze tra il vecchio ed il nuovo sistema sanitario ed il passaggio al sistema dell’accreditamento per i privati. Una storia lunga, intricata, molto tecnica, fatta di un garbuglio di leggi e infarcita di termini ostici ma di logiche in definitiva semplici. Ed in tutto il lungo excursus sono emersi alcuni “ricorsi storici” come la cosiddetta “Sanitopoli 1” il processo sulle tangenti per la sanità del 1995 che vedeva già allora al centro dello scandalo Villa Pini, Angelini, il manager Asl D’Eramo e l’allora assessore regione Del Colle. Già allora Pierangeli e la sua clinica si costituirono parte civile, come oggi, nella Sanitopoli più attuale ma in fondo così simile a quella di allora.
Sono emersi aneddoti, specifiche, spiegazioni tecniche, illustrazioni di documenti ma nulla che fosse inedito o davvero nuovo: Pierangeli non ha fatto che confermare quanto già era emerso nella fase delle indagini secondo buona parte della ricostruzione fatta dai pm Bellelli, Di Florio, Trifuoggi.
Pierangeli ha poi parlando della prima cartolarizzazione relativa al periodo della Giunta presieduta da Giovanni Pace e dei rapporti con l'ex presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli e l'ex assessore alla sanità Vito Domenici.
Si è parlato del ruolo di “dominus” del “genio” locale della finanza, Masciarelli, appunto, che non è più imputato in questo processo avendo patteggiato la pena associata all’altro processo sullo scandalo Fira.
Il ruolo di Masciarelli è emerso chiaro come colui che governava di fatto le vicende sanitarie e partecipava attivamente alle riunione tecniche anche con le cliniche private mentre gli assessori di turno, più politici che tecnici, sembravano gli accompagnatori dell’ex presidente Fira.

LA PRIMA CARTOLARIZZAZIONE
Pierangeli ha spiegato il lungo iter, non privo di ostacoli e difficoltà, verso la prima cartolarizzazione e la scelta dei crediti da inserire nella cartolarizzazione Cartesio. Si è parlato lungamente anche dei crediti di Villa Pini che da una parte era stata coinvolta nella prima Sanitopoli. Dopo quel processo molti dei suoi crediti per alcune annualità erano stati bloccati, altri erano stati oggetto di transazione e altri ancora finirono nella prima cartolarizzazione. In tutto questo, secondo la procura, qualcuno avrebbe fatto confusione pagando due volte le prestazioni a Villa Pini, prestazioni che poi si scoprirà essere anche improprie o gonfiate.
Nella lunga deposizione di ieri, Vincenzo Angelini è stato molto attento ad ogni singola sillaba del suo “nemico storico” prendendo una decina di pagine di appunti e rimanendo per lo più in silenzio, ricevendo anche l’elogio del presidente del collegio Carmelo De Sanctis in un raro momento di leggerezza.
Tra le altre cose Pierangeli si è detto dispiaciuto per aver letto sui giornali alcune cose che lo riguardavano e che Angelini aveva detto nella sua precedente deposizione, ha spiegato di ritenere Angelini un imprenditore validissimo, un tecnico preparato, molto intelligente e persino molto simpatico provando a stemperare una antipatia atavica e vissuta a distanza, accomunata da carte bollate.
La seconda parte della deposizione di Pierangeli ha riguardato i rapporti con la giunta di Ottaviano Del Turco e in particolare con Francesco Di Stanislao, ex direttore dell'agenzia sanitaria regionale relativamente al percorso che ha portato all'approvazione della legge 20 sulla razionalizzazione del sistema sanitario regionale.

LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE
E’ emerso, come già noto, un lavorìo (complesso e spesso non facilmente spiegabile dai vari attori) di preparazione della legge che avrebbe fatto tagliare i ponti con il passato e riorganizzato il sistema sanitario provando a riparare i guasti che erano stati prodotti nei dieci anni precedenti accumulando il debito che è cresciuto fino ad oggi. Sperperi e mancati controlli che hanno affossato la regione ed i suoi bilanci ed arricchito qualche imprenditore, non senza il pagamento di mazzette. Pierangeli ha così raccontato i suoi rapporti con Del Turco contro il quale si è costituito parte civile per aver di fatto varato una legge che poi ha trovato molte difficoltà ad essere applicata, che è stata cambiata rispetto alla bozza, che sarebbe andata per certi versi anche contro le finalità di razionalizzazione dichiarate e che conteneva persino grossolani errori tecnici al suo interno (un riferimento errato ad un decreto).
Pierangeli poi ha ripercorso ancora le riunioni che hanno portato all'approvazione nel giugno del 2006 della Legge 20 sottolineando la difformità della stesura definitiva rispetto agli accordi e la sospensione in maniera ingiustificata da parte della Regione del procedimento amministrativo negoziale. Il testimone poi ha parlato dell'impennata dei ricoveri a Villa Pini: «nel periodo 2002 - 2005 - ha detto - c'e' stato un incremento dell'80 per cento, nel 2002 - 2006 quasi del cento per cento. Il vecchio piano sanitario - ha aggiunto - prevedeva una riduzione, ma nonostante l'Aiop si fosse attenuta a questa prescrizione, i dati evidenziavano un aumento pari a 20 mila ricoveri».

LA GHIGLIOTTINA E ROBESPIERRE
Pierangeli ha raccontato ai giudici di aver cercato di mostrare i dati a Del Turco senza pero' riuscirci e di aver quindi chiesto la convocazione di un tavolo tecnico: «in quell'occasione ho mostrato al presidente della Regione le mie perplessità sui dati e lui raccontò la storia della fine di Robespierre morto sulla ghigliottina come i suoi nemici».
Per alcuni minuti Pierangeli ha raccontato i dettagli della famosa cena a casa di Masciarelli ed anche la riunione con le cliniche private nella quale Del Turco raccontò l’ormai famoso aneddoto di Robespierre. L’ex presidente nella riunione con le altre cliniche private disse di essere stato a Parigi con i nipoti e in Place de la Concord e che a questi raccontò che proprio lì Robespierre aveva voluto la ghigliottina che aveva tagliato la testa ai sovrani assoluti che governavano il popolo e che poi su quella ghigliottina era finita la stessa testa di Robespierre. Un aneddoto che per molti sarebbe stata una sorta di intimidazione del presidente verso chi contestava presunte irregolarità della allora gestione “assoluta” della Regione poiché chi contestava poi poteva finire giustiziato come Robespierre.
«Un giorno- ha raccontato ai giudici Pierangeli in un altro passaggio- il direttore dell'agenzia sanitaria Di Stanislao mi chiamò per incontrarmi. Quando lo raggiunsi era molto agitato. Mi mostrò i numeri riguardanti i ricoveri alla clinica Villa Pini dicendomi che in nessun'altra regione aveva mai riscontrato dati del genere, usando il termine truffa».
Fu quello il momento in cui iniziarono ad emergere i dati sballati dei ricoveri e delle sdo, dati incoerenti che prevedevano continui spostamenti dei pazienti sulla carta, ricoveri plurimi, troppi pazienti rispetto ai numeri di letto, ricoveri impropri ecc. Il tutto per lucrare sui rimborsi statali.
Verso le 16.30, dopo oltre sei ore di deposizione, il cedimento di Pierangeli e la richiesta di un rinvio accordato per il prossimo lunedì 30 aprile.