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Megalò 3 , per ora non passa

Giovedì scorso ultima riunione del Via con le vecchie regole

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Megalò 3 , per ora non passa
CHIETI. Per ora c’è solo uno slittamento della pratica e la questione è ancora tutta aperta

Giovedì pomeriggio dopo più di un’ora di audizione del consigliere regionale di Rifondazione Comunista e di Nicoletta Di Francesco del Wwf, il comitato Via ha disposto il rinvio del parere sul terzo intervento del Prusst Megalò, ovvero il Megalò 3.
Si tratta dell’intervento proposto da Pinti Carmen che completa il centro commerciale già realizzato in zona di esondazione del fiume e che arriva dopo l’intervento Megalò 2 della Sireccs S.r.l., passato alla precedente riunione del comitato Via.
L’intervento consiste nella rimodulazione del Prusst 8-94, Zona C. Sono previsti cinque edifici con diversa destinazione d'uso per un totale di 3,63 ettari di superficie edificata. In particolare saranno presenti attività commerciali e para commerciali, tra cui attività di esposizione, attività sportivo ricreative e attività di ristoro con relative infrastrutture di servizio, parcheggi per il pubblico e verde pubblico.
«Ho la sensazione», commenta il consigliere di Rifondazione Maurizio Acerbo, «che la rimodulazione sia dovuta all’esigenza di aggirare la moratoria sulle nuove aperture della grande distribuzione che è stata prorogata ulteriormente di altri due anni grazie alla battaglia di Rifondazione».
L’area d’intervento, costituita da terreni di diversi proprietari, si sviluppa nel comune di Chieti, nelle immediate vicinanze dello svincolo del raccordo autostradale Chieti-Pescara e del Casello autostradale (Chieti) della A25, a confine con il Prusst 7-93 (Centro Commerciale Megalò) già realizzato.
L’area oggetto di intervento ha una superficie complessiva territoriale di 215.283 metri quadrati. Su questa aree vi sono stati numerosi interventi della politica volti a eliminare vincoli (da quelli paesistici a quelli relativi alla pericolosità idraulica) e modificare destinazioni.
Acerbo ha anche comunicato al comitato Via che esiste una risoluzione - proposta da Rifondazione Comunista - approvata dal Consiglio Comunale di Pescara contro l’approvazione di questo progetto.
«Ho anche sottolineato», racconta Acerbo, «che le organizzazioni di categoria del commercio hanno chiesto di essere audite ma che non erano presenti in quanto non hanno ricevuto riscontro alle loro richieste».
Il Wwf ha ribadito i contenuti delle osservazioni presentate e ha sottolineato che l’area in questione rientra “zona di risanamento metropolitana Pescara- Chieti”, individuata dal Piano regionale per la Tutela della Qualità dell’Aria e quindi richiede la massima vigilanza sull’aumento dei fattori inquinanti.
Dunque per gli oppositori la realizzazione di un così imponente intervento urbanistico costituisce un «ennesimo gigantesco attrattore di traffico il cui impatto non può essere liquidato superficialmente come fa la relazione». Wwf e Rifondazione contestano anche «soluzioni fantasma» per incentivare una mobilità alternativa e sostenibile. «Non esistono», assicura Acerbo e non c’è traccia di finanziamenti e progetti cantierabili in tal senso. L’unica realtà è che alle file di auto che crea Megalò 1 si aggiungeranno quelle causate dai nuovi interventi con ulteriore aumento dell’inquinamento».

ANCHE MASCIA DICE NO
«L’intera economia, urbanistica, viaria, commerciale e territoriale, di Pescara inevitabilmente è destinata a risentire dei nuovi centri della grande distribuzione che continuano a sorgere tutt’attorno alla cinta urbana – ha sottolineato il sindaco di Pescara Albore Mascia -. Basti pensare a cos’è accaduto appena qualche giorno fa, con l’apertura della nuova struttura per la vendita di materiale elettronico a Città Sant’Angelo, con lunghi incolonnamenti di auto sin su via Nazionale Adriatica nord. E’ dunque evidente che il Comune di Pescara è direttamente interessato da tali iniziative che devono essere approfondite in un’ottica più ampia, non limitata o circoscritta al semplice territorio di appartenenza o di riferimento».

I SI', I NO E I FORSE
Nella seduta del Via di giovedì scorso ha ricevuto parere favorevole (con prescrizione) il progetto per l'ampliamento dell'impianto di depurazione ad Ortona, zona Arielli. Via libera anche i progetti che riguardano la realizzazione dell'impianto fotovoltaico di Guardiagrele e la presa d'atto dell'art. 30 per l'impianto fotovoltaico da realizzarsi a Montenero di Bisaccia , in località Sterparo, con allacciamento in comune di San Salvo. E’ passato anche il progetto per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico alla rete nel Comune di San Salvo.
E' stata invece rinviata la discussione sulla realizzazione dell'impianto eolico di Atessa.
La riqualificazione urbanistica ed edilizia dell'ex zuccherificio di Chieti è stata sospesa su richiesta della stessa ditta proponente Alitec.
La discussione per l’impianto fotovoltaico nel Comune di Montenero di Bisaccia, della ditta proponente 9RenAsset, è stata archiviata. Via libera al progetto di 'Sciovia doppia in sostituzione di analoga' a Pretoro della ditta Mammarosa Funivie, mentre si è proceduto all'archiviazione del 'Rinnovo dell'autorizzazione regionale' alla Società Meridionale di inerti ad Ortona. 'L'aumento della quantità recupero di rifiuti non pericolosi' (ditta Magma) a Chieti e la 'Realizzazione del deposito a servizio delle attività portuali per stoccaggio di materiali inerti' (ditta Buonefra) ad Ortona sono state rinviate con integrazione. Il progetto di 'Rimodellamento del profilo della discarica consortile di Lanciano con recupero della volumetria' (ditta Ecolan) ha ottenuto parere favorevole con prescrizione.
Il Via ha poi rinviato le 'Opere di ripascimento - realizzazione pennelli' del Comune di San Vito Chietino a San Vito, ha ritirata la 'Variante al Pre' del Comune a Tufillo ha dato il via libera all'adozione del Pre del comune di Palombaro. Infine la Commissione ha espresso parere non favorevole all'ampliamento della cava di calcare (ditta Das) a Civitaluparella.