Crisi Sevel, Sel: «è emergenza, la Regione intervenga»

Rifondazione Comunista fa l’analisi di una crisi già annunciata

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Crisi Sevel, Sel: «è emergenza, la Regione intervenga»
ATESSA. Chi ci ha creduto di più forse erano i lavoratori. Chi ne pagherà le conseguenze sono sempre loro: i lavoratori.

Da fine mese 350 dipendenti della Sevel di Atessa azienda partecipata dal gruppo Fiat resteranno a casa e in tutto il gruppo sarà chiesta la Cassa Integrazione per  6200 dipendenti. E’ l’epilogo, secondo Rifondazione Comunista Abruzzo, della politica di pomiglianizzazione di  Marchionne. Gli ingredienti della crisi sono due secondo il gruppo: «il contratto Fiat firmato dalle sigle sindacali e l’estromissione della Fiom dalla rappresentanza aziendale».
C’è chi come Gianni Melilla, coordinatore Abruzzo Sel, chiede ora «che  la Giunta e il Consiglio Regionale assumano una iniziativa istituzionale convocando la Sevel e i sindacati per conoscere i programmi industriali e le prospettive occupazionali, in particolare dei giovani assunti con contratti atipici, e per favorire corrette relazioni con tutte le organizzazioni sindacali».

 DAL «CONTRATTO VERGOGNA» ALLA CRISI
Il primo errore commesso in casa Sevel secondo Rifondazione Comunista «è il contratto vergogna con accordi che secondo Cisl, Uil, Fismic e Ugl (i firmatari) avrebbero dovuto accrescere la competitività della Sevel ed allargare l’indotto. Si tratta della limitazione del diritto di sciopero, l’aumento dei ritmi di lavoro, la malattia non pagata per i primi tre giorni, l’estromissione della Fiom dalla fabbrica e la conseguente restrizione del diritto di rappresentanza dei lavoratori».
Le elezioni per il rinnovo dei sindacati, alle quali non hanno potuto partecipare Fiom e sindacati di base, hanno ribadito ancora una volta, secondo il gruppo, «la complicità sindacale con il padrone a scapito  persone in carne ed ossa con una famiglia da mantenere ed un affitto da pagare».
Infatti la Fim Cisl ha ottenuto la maggioranza dei voti alle elezioni. Si è piazzata seconda la Uilm-Uil, ed infine la Fismic. La Fiom Cgil, non ammessa ha invitato i proprio iscritti ad annullare la scheda con un bollino adesivo con sopra scritto "io sto con la Fiom".
La dichiarazione di crisi Sevel legata al trend negativo del mercato automobilistico in Europa rappresenta secondo Melilla «il fallimento della ricetta di Marchionne che ha aggravato la posizione dell’azienda  nel mercato dell'auto e dei veicoli commerciali con perdite consistenti di quote di mercato in Italia e in Europa».
La crisi produttiva secondo il rappresentante Sel  «avrà conseguenze negative sull'economia e l'occupazione abruzzese, visto che si tratta del settore industriale più importante della Regione Abruzzo, (quello dell'auto). Tutto questo non accade in altre case automobilistiche europee, a partire da quella tedesca, che aumenta la produzione, diversifica i modelli, assume nuova manodopera e si può permettere anche di aumentare i salari e dividere i profitti con i lavoratori».
«Il contenimento del costo del lavoro (alla Fiat Sevel ci sono i salari più bassi d'Europa)», ha concluso, «e l'attacco sistematico ai diritti dei lavoratori e alle loro condizioni di lavoro producono risultati pessimi. In tutto questo La Regione Abruzzo ha sinora assistito passivamente a quanto succedeva nella sua più grande azienda industriale».
m.b.