IL CASO

Terremoto e allarme sismico, Chiodi «false notizie, fatto quanto ci competeva»

Il governatore: «polemiche di campagna elettorale»

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Terremoto e allarme sismico, Chiodi «false notizie, fatto quanto ci competeva»
L’AQUILA. Uno ‘scoop’ giornalistico e l’irritazione del presidente della Regione Gianni Chiodi. Il governatore in alcuni casi preferisce i social network alle smentite ufficiali solitamente affidate a comunicati stampa. Probabilmente li ritiene più immediati e capaci di raggiungere i suoi ‘amici’ in maniera più diretta.

 Così oggi dal proprio profilo Facebook attacca nuovamente il quotidiano Il Centro, accusato per l’ennesima volta, di aver scritto «una notizia falsa».
La notizia è quella lanciata in esclusiva ieri dal quotidiano locale per dimostrare «una volta di più la catena di errori e omissioni prima del 6 aprile 2009»: il giornale ha scoperto l’esistenza di un protocollo, siglato nel 2004, dall’ex presidente Gianni Pace e dall’allora capo della protezione Civile Guido Bertolaso che delegava alla Regione «l'allerta sisma».
La politica di centrosinistra, dal deputato Giovanni Lolli all’ex presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, se la sono presa con l’attuale maggioranza e si sono chiesti perché in occasione del terremoto del 6 aprile 2009 la Regione non sia entrata in azione.
Lolli si è scagliata contro Giorgio De Matteis, oggi in corsa alle amministrative del 6 e del 7 maggio, che nel 2004 era assessore alla Protezione Civile e firmò l’intesa in prima persona.
«De Matteis», ha chiesto il deputato del Partito Democratico, «si è ricordato di avvertire il presidente Chiodi dei suoi compiti?»
Le Pezzopane ha accusato l’attuale aspirante sindaco di non aver denunciato Chiodi e l’assessore regionale alla Protezione Civile Daniela Stati per non aver agito «facendo finta di non sapere una cosa che invece conosceva molto bene, visto che l'aveva firmata».
De Matteis intanto ha annunciato querele nei confronti dell’ex presidente della Provincia per l’insinuazione sulla salvaguardia di non meglio specificati interessi economici.
A ora di pranzo il presidente Chiodi sbotta su Facebook e, come aveva fatto già nelle scorse settimane, se la prende con presunte notizie false create ad arte per danneggiare l’immagine della Regione e per alzare la tensione di una campagna elettorale che a L’Aquila poggia le sue basi sul terremoto e la ricostruzione.
«Perché invece di scrivere notizie inesatte non chiamano prima per verificarne la fondatezza?», scrive il presidente. «Forse che non gli interessi la fondatezza della notizia ma solo gettar fango alla Regione e al suo presidente ? Eppure sarebbe bastato leggere l'articolo 8 del protocollo da loro stessi pubblicato. Insomma il protocollo non era più vigente perchè scadeva nel 2007 e non fu rinnovato indovinate da chi?»
Nel 2007 era in carica il governo di centrosinistra e infatti dopo qualche minuto è sempre Chiodi che aggiunge: «Non fu rinnovato dal governo di allora. Il governo dei partiti di Lolli e della Pezzopane e Cialente, che ora pero vengono intervistati da Il Centro......incredibile», «e ci mettono pure il marchio della loro esclusiva».
Dunque la Regione, spiega Chiodi, non avrebbe commesso alcuna omissione. Domani mattina il presidente incontrerà i giornalisti in conferenza stampa per parlare di questo episodio ma anche per « altre questioni piu importanti».

CHIODI: «FATTO QUANTO DI COMPETENZA»   
Venerdì mattina in conferenza stampa Chiodi ha rimarcato che la Regione il 6 aprile 2009 ha fatto quanto di propria competenza. «Appare alquanto singolare», ha detto, «che dopo tre anni di indagini, udienze preliminari, dibattimenti e audizioni di tecnici, una testata giornalistica scopre, alla vigilia di un appuntamento elettorale che riguarda proprio la città colpita dal tragico terremoto del 2009, che le responsabilità sarebbero della Regione. Contrariamente a quanto è emerso in tutte queste fasi. Il punto è – ha chiarito Chiodi - che la Regione, e nello specifico la Protezione civile regionale, ha fatto quanto era nelle proprie competenze e nelle sue possibilità ma è andata anche oltre. Infatti, proprio alle luce dello sciame sismico che per mesi ha interessato L'Aquila ed il suo comprensorio, abbiamo convocato nel capoluogo di Regione sia l'IGV, lIstituto Nazionale di Geofisica e di Vulcanologia, che la Commissione Grandi Rischi tenendoci, al tempo stesso, in stretto contatto con la Protezione Civile nazionale. In virtù di tutto ciò, - ha concluso il presidente della Regione - non appare possibile addossare tutte le responsabilità sulle spalle della Regione e della Protezione civile per scopi strumentalmente collegati alla campagna elettorale in corso a L'Aquila».