LA CRISI

Chiude lo stabilimento di Ortona di Iniziative industriali

Da decenni l’area industriale subisce un progressivo depauperamento

Redazione Pdn

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Chiude lo stabilimento di Ortona di Iniziative industriali
ORTONA. Chiude un altro stabilimento. Dopo gli allarmi dei mesi scorsi la notizia è certa: chiude lo stabilimento di Ortona di Iniziative Industriali (azienda del gruppo Cosmi che da decenni opera nel settore idrocarburi).

L’ennesimo gruppo che lascia l’Abruzzo viene visto con amara rassegnazione da Confindustria Chieti che già in passato aveva cercato di potrre l’attenzione sui problemi che sarebbero alla base di tali decisioni e soprattutto sulle conseguenze per i cittadini abruzzesi che lavorano nei vari indotti.
L'allarme lanciato da Confindustria Chieti riguardava il rischio di perdita di imprese e lavoro «a causa della costante azione di contrasto a qualunque tipo di progetto nel settore energetico, e degli idrocarburi in particolare».
«L'abbandono del sito di Ortona da parte dell'Eni, la chiusura della Expro prima della Iniziative, la riduzione silenziosa ma costante di personale in decine di piccole imprese dell'indotto petrolifero», dice Confindustria, «sono stati i segnali, ormai irreversibili, che la rinuncia a uno sviluppo delle produzioni energetiche, senza pregiudizi per la tutela del territorio, porta crisi e disoccupazione».
«L'area di Ortona», commenta il Presidente Paolo Primavera, «su cui si concentrano molte imprese della filiera idrocarburi anche di livello mondiale, - a tal proposito è motivo di grandissimo orgoglio il recente appalto aggiudicato alla Micoperi per il recupero della Costa Concordia - è colpita ulteriormente e duramente dalla chiusura dello stabilimento Iniziative Industriali e ad oggi non sembra in grado di offrire alternative occupazionali altrettanto sicure e soddisfacenti in altri ambiti produttivi, quali il turismo e l'agricoltura. Imprese e lavoratori sapranno chi ringraziare per questo stato di cose! Una politica inadeguata ed incapace», aggiunge Primavera, «che cavalca l’onda del facile consenso, che si esprime attraverso comitati e gruppi di pressione, e non guarda oltre l'immediato riferimento elettorale, sta distruggendo un tessuto di imprese che negli anni ha dimostrato di avere altissima capacità tecnologica, qualità, rispetto di ambiente e sicurezza, ed ha alimentato in modo decisivo le attività del Porto di Ortona. A cosa servirà investire ancora risorse sul Porto stesso senza una presenza industriale in grado di alimentarne le attività? Quale futuro avrà l'area industriale di Ortona e le maestranze altamente qualificate che vi operano?»
Confindustria Chieti dice di voler continuare  la sua battaglia a sostegno delle imprese, dello sviluppo di tutti i settori economici, «per la difesa dei progetti di investimento che possano portare lavoro, ricchezza e sviluppo senza intaccare la qualità della vita e dell'ambiente».