COMMERCIO

Negozi aperti il 25 aprile, Castiglione dice no

Anche l’assessore ribadisce la propria contrarietà

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  Negozi aperti il 25 aprile, Castiglione dice no
ABRUZZO. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTuCs Uil hanno indetto due giornate di sciopero del settore Commercio per il 25 Aprile e il primo Maggio. Dopo la decisione di alcuni centri commerciali di restare aperti anche nei giorni di festa scatta così la protesta.

«Queste giornate - ha commentato Luca Ondifero, segretario regionale Filcams Cgil - rappresentano un patrimonio storico, sociale e culturale del nostro paese. Invitiamo, dunque, a partecipare agli scioperi ed alle manifestazioni organizzate per celebrare la Festa della Liberazione e la Festa del Lavoro, per difendere i valori di liberta', di civilta' della nostra Costituzione».
Nei giorni scorsi le sigle insieme alle associazioni datoriali e all'assessore al Commercio, d'accordo anche con le associazioni dei Comuni, hanno sottoscritto un disegno di legge regionale per regolamentare le aperture nel commercio. Lo stesso assessore regionale alle Attività Produttive Alfredo Castiglione ha supportato il provvedimento di legge contro la deregulation del settore decisa dal Governo, in seguito alle aperture dei centri commerciali durante le festività pasquali che hanno fatto tanto discutere.
«Vi sono – ammette Castiglione - festività che tutti hanno il diritto di celebrare, oltre a quelle religiose, che devono essere osservate con la partecipazione ad eventi e manifestazioni come il 25 aprile ed il primo maggio e cio' contrasta con l'apertura incontrollata dei negozi. Sono fermamente convinto che le liberalizzazioni degli orari degli esercizi commerciali non portano vantaggio alcuno alla crescita del Pil o comunque maggiori entrate; non sono di certo la panacea di tutti i mali del commercio, che ha ben altre problematiche».
«A questo proposito - conferma Castiglione - ribadisco la più completa legittimità' della Regione a legiferare nel settore del commercio così come recita l'art. 117 della Costituzione. Non parliamo di servizi primari - spiega - e non possiamo derogare al concetto di vivibilità del territorio, di rispetto del lavoro e dei diritti dei lavoratori, nonche' della tutela dei negozi di vicinato e delle funzioni sociali che svolgono. Non e' lavorando il giorno della liberazione ed il giorno della festa del lavoro che rendiamo migliore questo paese».
Per la Confcommercio proprio «liberalizzazioni incontrollate, e orari di apertura troppo permissivi della grande distribuzione», potrebbero determinare un ulteriore colpo al piccolo commercio, senza peraltro incrementare i consumi.