ENTI INUTILI?

Abolizione Province.«Non resta niente nelle casse. Chieti disavanzo di 5 mln»

Da una ricerca di Idv: gli Enti spendono tutto ciò che incassano

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2853

Abolizione Province.«Non resta niente nelle casse. Chieti disavanzo di 5 mln»
ABRUZZO. Province: enti utili o inutili? Presto anche la politica nostrana si troverà a fare i conti con la soppressione delle Province e la riorganizzazione delle funzioni a livello territoriale.

E intanto è scontro aperto chi difende le poltrone e chi si appresta a denunciare come ha fatto l’Italia dei Valori Abruzzo, che ha presentato oggi i risultati di uno studio nell'ambito del convegno “La Provincia è utile o inutile? - Cosa cambia dopo il decreto 'Salva Italia”, all'auditorium Petruzzi di Pescara. Dai dati emerge un quadro regionale sconfortante: le Province abruzzesi che vantano ben 2225 dipendenti spendono tanto quanto incassano fatta eccezione per Chieti con un disavanzo di ben 5 mln di euro. Del totale degli investimenti effettuati tra Comuni, Province e Regioni, quelli delle Province abruzzesi incidono per poco più del 10%, contro una media nazionale del 9,2%.
In particolare, secondo lo studio, nella Provincia di Pescara le spese sono pari alle entrate: 92.9 milioni di euro, di cui 36.3 per spese correnti, 38.3 in conto capitale, 10.8 per rimborso dei prestiti e 7.2 per servizi per conto terzi. In quella di Teramo le spese e le entrate sono pari a 62.2 milioni: 41.6 per spese correnti, 8.4 in conto capitale, 6.2 per rimborso dei prestiti e 5.9 per servizi per conto terzi.
Anche la Provincia de L’Aquila spende tanto quanto riceve con 200.7 milioni di euro, di cui 56.6 per spese correnti, 129.9 per spese in conto capitale, 5 per rimborso dei prestiti e 9.150.500 per servizi per conto terzi.
La Provincia di Chieti fa registrare, invece, un disavanzo di amministrazione pari a cinque milioni di euro. Dei 172 milioni di euro di spesa, 59.6 sono per spese correnti, 85.8 per spese in conto capitale, 13.5 per rimborso dei prestiti e 8 per servizi per conto terzi.
Dei complessivi 2.225 dipendenti,infine, 736 lavorano nella Provincia de L’Aquila (i dirigenti sono 12), 585 in quella di Teramo (14 dirigenti), 510 in quella di Chieti (11 dirigenti) e 394 nella Provincia di Pescara (9 dirigenti). Dei 305 Comuni abruzzesi, 108 sono in provincia dell'Aquila, su una superficie di 5.035 chilometri quadri e con 304.068 abitanti, 104 in quella di Chieti (2.588 km quadri, 391.167 abitanti), 47 in provincia di Teramo (1.951 km, 296.063 abitanti) e 46 in quella di Pescara (1.189 km, 307.974 abitanti).
Il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, Carlo Costantini, intervenuto durante il congresso si è interrogato sul destino dei 2225 lavoratori delle Province e si è detto preoccupato per il fatto che la più grande emergenza politico-istituzionale venga gestita con tanta superficialità. Il dipietrista si è poi detto contrario alla tentazione del decentramento a tutti i costi ed a favore di una redistribuzione dei compiti che tenga conto solo ed esclusivamente di ciò che i Comuni, da soli o associati, possono fare meglio, rispetto alla Regione.
Secondo il capogruppo, infatti, «i Comuni dovrebbero occuparsi di questioni quali, ad esempio, l'edilizia scolastica, la viabilità, la difesa del suolo e la valorizzazione dei beni culturali, mentre le Regioni dovrebbero occuparsi, tra l'altro, di istruzione secondaria di secondo grado,formazione professionale e funzioni». 

«DATI SBAGLIATI E CONTI IN TASCA ANCHE ALLA REGIONE»
«Le Province, che rappresentano solo l’1,35% della spesa pubblica di questo Paese, non possono essere l’agnello sacrificale sull’altare di un sistema politico che costa molto a cominciare dalla Regione dove, sommando le spese di funzionamento del Consiglio a quelle della Giunta, si raggiungono cifre da capogiro». Così il Presidente dell’Unione delle Province Abruzzesi, nonché Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio ha commentato le affermazioni e soprattutto i dati resi noti dal capogruppo di Italia dei Valori alla Regione Abruzzo Carlo Costantini.
In particolare il Presidente della Provincia di Chieti ha rettificato i dati pubblicati dall’Idv. Alla data del 1°aprile 2012, secondo il presidente, i dipendenti della Provincia di Chieti sono 324, e non 510. I dirigenti sono 4 e non 11 e la Provincia è riuscita ad abbassare il disavanzo a 2,8 milioni di euro (non 5 milioni di euro), con entrate nel 2011 per 67.902.337,36 euro e uscite per 57.682.407,00 euro. Il presidente ha fatto sapere che farà indagini anche sui costi della Regione, di tutti gli Enti strumentali, delle Società partecipate e di altre istituzioni.

DA PESCARA: «TRADIMENTO VERSO GLI ELETTORI»
Parla di “tradimento” verso gli elettori il capogruppo Pd alla Provincia di Pescara Antonio Di Marco.
«Il gruppo Pd alla Provincia di Pescara», dichiara il capogruppo, «si dissocia dalle posizioni assunte dall’Idv in merito all’abolizione delle Province. Siamo convinti che chi si è candidato ad essere presidente dell’ente provinciale non possa rimangiarsi l’impegno preso con i propri elettori e con tutti i cittadini, né tantomeno con i 46 Comuni che ricadono sul territorio pescarese e che hanno sempre visto la Provincia come un punto di riferimento, un ente intermedio indispensabile per la pianificazione del territorio»