LA SFIDA

L’Abruzzo contribuisce al salvataggio della Costa Concordia

La società che porterà a galla il relitto ha base ad Ortona

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L’Abruzzo contribuisce al salvataggio della Costa Concordia
ISOLA DEL GIGLIO. Tornerà a galla anche grazie all’Abruzzo. La Micoperi, società italiana specializzata nella costruzione e nell’ingegneria subacquea di Ravenna e presente a Ortona dagli anni sessanta, ha vinto la gara per il recupero della Costa Concordia naufragata davanti al porto di Isola del Giglio lo scorso 13 gennaio.

 Le operazioni avverranno di concerto con la Titan Salvage società statunitense appartenente al gruppo Crowley, leader mondiale nel settore del recupero di relitti.
Lo ha ufficializzato il gruppo Costa Crociere. Il piano è stato scelto da un comitato tecnico di valutazione, composto da esperti in rappresentanza di Costa Crociere, Carnival Corporation & plc, London Offshore Consultants e Standard P&I Club. I lavori inizieranno a metà maggio e dureranno 12 mesi. Il primo sopralluogo è fissato per mercoledì 2 maggio. Il costo integrale si aggira intorno ai 300 milioni di dollari, ha fatto sapere Silvio Bartolotti general manager della “Micoperi marine contractors” che non si è sbilanciato sui dettagli, lasciando che sia Costa a spiegarli. Il manager ha però confermato che la nave non sarà divisa in pezzi ma lasciata integra e fatta galleggiare lontano dal Giglio.
L’estrazione del carburante dai serbatoi della nave è terminato con successo lo scorso 24 marzo e la pulizia del fondale marino e il recupero di materiali e detriti usciti dalla nave in seguito all’incidente, continuerà sino a quando Titan Salvage e Micoperi non inizieranno i loro lavori.

«IL PIU’ RISPETTOSO»
Erano sei i progetti inizialmente consegnati per il recupero della Costa Concordia, ma due sono stati scartati da subito perché prevedevano il taglio di alcune parti della nave.
«Nonostante tutti i 6 piani, giunti entro la scadenza del 3 marzo 2012, fossero di elevata qualità», ha affermato in una nota Costa Crociere, «il comitato tecnico di valutazione ha preferito quello di Titan Salvage/Micoperi perché risponde maggiormente ai principali requisiti richiesti: rimozione intera del relitto; minor rischio possibile; minor impatto ambientale possibile; salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell’Isola del Giglio; massima sicurezza degli interventi».
Il progetto di recupero per la Concordia è stato studiato in collaborazione con l'ingegnere ravennate Giovanni Ceccarelli, principal designer in Coppa America di +39 e Mascalzone Latino.

IPOTESI DI LAVORO
Il piano presentato dal consorzio italo-statunitense seguirà varie fasi. Prima di tutto saranno effettuate una serie di operazioni per riportare il relitto in condizione di galleggiamento poi successivamente sarà trainato in un porto italiano. Civitavecchia è la base operativa prescelta dove verranno anche convogliate le apparecchiature e i materiali necessari per l’intervento di recupero. Solo alla fine si provvederà alla pulizia dei fondali e al ripristino della flora marina.
Si dice ma non è ancora confermato che il galleggiamento della nave avverrà tappando le falle con il pompaggio esterno di resina. Il materiale andrà a tappare i buchi riportando così in superficie il relitto.
«Siamo molto soddisfatti di poter annunciare un altro passo importante nelle operazioni di recupero del relitto dall’Isola del Giglio», ha commentato Pier Luigi Foschi, presidente e amministratore delegato di Costa Crociere, «vogliamo inoltre ringraziare le società Smit Salvage e Tito Neri per il successo nelle operazioni di defueling e caretaking
Massima soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco dell’Isola del Giglio Sergio Ortelli.
«Ciò che riteniamo indispensabile », ha detto, «è che i lavori vengano eseguiti a regola d’arte e nei tempi massimi stabiliti dei 12 mesi in modo da tornare alla nostra normalità».