IL CASO

Razzi: «non ho mai pentito di quello che ho faccio»

Il deputato: «per Berlusconi mi metterei sotto ad un treno»

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Antonio Razzi
ROMA. Antonio Razzi, ex deputato Idv, passato poi nelle fila di 'Noi sud' a sostegno di Silvio Berlusconi («si è innamorato di lui», spiegò Sabatino Aracu) adesso milita in Popolo e Territorio.

Con il suo italiano maccheronico Razzi, originario di Giuliano Teatino emigrato in Svizzera per lavorare, è tornato come ospite nella trasmissione radiofonica La Zanzara di Giuseppe Cruciani. Tra aneddoti e dichiarazioni d’amore è stato nuovamente Razzi show.
«Non ho mai pentito di quello che ho faccio», ha assicurato il deputato (oggi nella commissione Politiche europee) raccontando del sostegno dato nei mesi scorsi all’ex premier e svelando la dura legge di sopravvivenza in Parlamento. Una presa di posizione che svelò anche in un fuori onda televisivo: «penso ai cazzi miei».
Qualche mese prima propri Razzi balzò agli onori della cronaca per avere denunciato le 'avances' del Pdl. Il partito di centrodestra, secondo le rivelazioni dello stesso parlamentare, si sarebbe spinto a offrirgli la ricandidatura e il pagamento del mutuo della casa acquistata a Pescara in via Carducci (nello stesso stabile vive Aracu).

IL VIAGGIO IN UGANDA
«Se parlo inglese lo capisco», ha spiegato Razzi alla radio, «però non sono un anglosassòn».
«Molti big della politica estera non sono conosciuti come Berlusconi», ha continuato. «Io nel parlamento inglese, in una ‘bilaterale di amicizie’, ho detto che ci sono tre cose molto importanti e famosi che è conosciuto in tutto il mondo: la Maserati, la Ferrari e Berlusconi. Ma scusi chi è che non conosce Berlusconi nel mondo? Io che vado in giro mi dicono: ‘mi saluti il presidente Berlusconi?’ E mi chiedono: ‘Ma lei lo conosce?’. Eccome no, chi è che non conosce il presidente Berlusconi? Anche uno che non è deputato conoscono Berlusconi».
Razzi ha poi raccontato del suo recente viaggio istituzionale in Uganda (a spese del Parlamento italiano, insieme ad altre tre persone): «erano presenti duemila deputati di tutto il mondo, ci stava tutto il mondo presente. Si parlava su una cosa molto importante, è quello di…siccome…è ‘na cosa attuale…il problema della politica, diciamo, noi politici purtroppo siamo mal visti…ma in tutto il mondo è così ho parlato dell’antipolitica in Uganda, il problema donne e bambini, terrorismo internazionale».
«Ma era tutto un minestrone», contesta Cruciani. «Vi siete fatti una bella vacanza, ditelo…»
«Ma quale vacanza», ha replicato Razzi. «Io non ho visto niente, era da lavorare dalla mattina alla sera, commissioni plenarie…sono abituato a lavorare, a me il lavoro non mi spaventa. In 40 anni in Svizzera ho buttato il sudore, ho lavorato».
Razzi, ad esplicita domanda, ha poi spiegato che se incontrasse il suo ex compagno di partito, Francesco Barbato (che filmò con una telecamera nascosta le sue confidenze) saprebbe cosa fare: «nun l’ salut chiù. Per me è morto e sepolto nel senso che quando qualcuno mi fa uno sgarbo del genere... lo consideravo un fratello, anzi io sono un fratello maggiore. Se un fratello ti fa una cosa del genere….».
«Gli darebbe uno schiaffo?», chiede Cruciani.
«No, non vorrei sporcarmi le mani, per me non esiste più. Se lo incontro vedo una nebbia, uno che cammina ma non so nemmeno chi è. Non esiste. Tiè…» e fa il gesto dell’ombrello.
«Se domani crepasse, non sarei contento a me non fregherebbe proprio niente. Certo, non sarei contento perchè è sempre un essere umano, ma non m’interessa, non vado manco a lu’ funerale. E che ci ho scritto in fronte, Giocondo?»
Si è poi passati al «famoso mutuo» che, ha assicurato Razzi, «non mi ha pagato nessuno, ci sono stupidi che credono…. lu’ cazz che gli frega che m’hanno pagat nu mutuo, magari…purtroppo qui non ti paga niente nessuno».
Ma al vitalizio ci arriva? «Io manco lo penzo. So’ venuto per lavorare, fare del bene ai cittadini e ai miei connazionali che vivono all’estero. Io non sapevo nemmeno che c’era il vitalizio. Lo dico col cuore, non sapeva niente del vitalizio, non sapevo».
Poi, però, una volta in Parlamento ha cominciato a pensarci. «Se tu vai a fare il parlamentare non ci pensi? Tutti ci pensano, io credo che questa non è una cosa mia. Nel mondo tutti lavorano per uno scopo, alla fine». Il deputato ha anche raccontato che «con il leader Berlusconi ci posso parlare, con Di Pietro nessun rapporto. Per Di Pietro m’avess mess sotto a nu treno. Amavo Di Pietro».
«E per Berlusconi cosa farebbe», lo incalza Cruciani. «Adesso mi mettess sotto ad un treno per Berlusconi». «Ma non è possibile», ride Cruciani. «Lei sta sempre sotto ai treni».