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Porto Pescara, «costruito male ma la politica non c’entra. Ora diteci se ci sono i veleni»

I tanti misteri ancora non svelati su analisi, fondi, dragaggi, inquinamento.

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Porto Pescara, «costruito male ma la politica non c’entra. Ora diteci se ci sono i veleni»
ABRUZZO. «C’è qualcosa in questa vicenda che non quadra». Lo ribadisce il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che poco prima annuncia: «oggi si scopre che solo per dragare occorrono 50milioni».
Era difficile prevedere che le cose si ingarbugliassero più di quanto già non fossero ingarbugliate. Eppure le parole di Gianni Chiodi gettano nuovi interrogativi su una vicenda grottesca che coinvolge tutti, cittadini, marineria, istituzioni pubbliche e di sicuro anche la politica (che volente o nolente c’entra sempre). Ma quali veleni ci sono dentro il porto di Pescara? Lo vogliono sapere tutti e pure Chiodi spera che il giallo si chiarisca al più presto. «Facciamo massa critica, è il momento, anche perché abbiamo fatto schifo a tutti», dice e poi rivela: «il primo grande errore è stato il progetto, non so chi lo abbia fatto, ma è stato l’inizio dei problemi perché ha trasformato il porto in “un pozzo senza fondi” per la continua manutenzione che non si è fatta». Così il presidente auspica una commissione d'inchiesta che «accerti le reali responsabilità che hanno portato alla drammatica situazione che sta attraversando il porto di Pescara».
«C'è qualcosa in questa vicenda che non quadra – ha detto il presidente – e certo il Porto di Pescara non è un problema di carattere politico».
La commissione d'inchiesta dovrebbe «verificare e analizzare tutti i comportamenti dei soggetti, pubblici e privati, che sono entrati nella vicenda».
Sul Porto di Pescara, «gravano – ha aggiunto il presidente della Regione – tre ordini di problemi: il primo legato agli errori progettuali iniziali di un porto costruito male; il secondo legato alle analisi che finora si sono succedute dei fanghi dragati; il terzo legato ai finanziamenti».
Prima della costituzione di una eventuale Commissione d'inchiesta, i parlamentari abruzzesi depositeranno in Parlamento un'interrogazione rivolta al Governo che ripercorre la vicenda del porto e chiede immediati interventi. In questo senso, il Commissario ha annunciato, incassando la solidarietà del presidente della Regione, le sue dimissioni nel caso entro due settimane «non arrivino risposte e soluzioni dal governo». Il presidente della Regione ha poi rivolto un appello a tutti i soggetti istituzionali e politici regionali e nazionali «perché, abbandonando logiche di appartenenze, si facciano portatori dell'interesse a conoscere cosa c'è nel porto di Pescara e se ci sono le risorse finanziarie».
Nel frattempo, il presidente della Regione Veneto, ha rivelato il presidente della Regione, ha respinto la possibilità di depositare a pagamento in proprie aree di raccolta i fanghi dragati dal porto di Pescara.
Intanto, domani, sabato 21 aprile 2012, alle 10.30 a Pescara, presso gli Uffici della Direzione Politiche Agricole (via Catullo n.17), è in programma la Conferenza Regionale della Pesca e dell'Acquacoltura che all’ordine del giorno prevede proprio la discussione di questa situazione.
«La riunione – sottolinea l’Assessore Febbo - è stata convocata per discutere la possibilità di attivare un fermo pesca straordinario (fino al 31.07.2012) da finanziare mediante risorse di competenza della Regione Abruzzo nell'ambito dell'asse I del P.O. FEP 2007/2013, quale strumento di intervento per fronteggiare lo stato di emergenza del Porto di Pescara».
Alla Conferenza regionale della Pesca parteciperanno il Commissario delegato Guerino Testa, il Comandante della Capitaneria di Porto Luciano Pozzolano, il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, i rappresentanti della Amministrazioni provinciali, dei Comuni della costa, della Camere di commercio, delle Capitanerie di porto e delle Organizzazioni professionali e sindacali.