CENTRI COMMERCIALI

Megalò 2, «campo libero al privato da parte di Regione e Comuni»

La scoperta di Acerbo: «nessuno ha fatto niente»

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Gli argini del Megalò

Gli argini del Megalò

CHIETI. «I privati vincono perché il pubblico non si difende». Ne è certo il consigliere regionale di Rifondazione Comunista che ha scoperto che quando la Sirec srl ha impugnato il parere negativo del comitato Via (Valutazione d’impatto ambientale) non si sono costituiti in giudizio nè il Comune di Chieti nè il Comune di Cepagatti.

«A loro i cittadini e i commercianti possono rivolgere i loro ringraziamenti», commenta Acerbo. Il progetto della Sirec Srl è quello ribattezzato ‘Megalò 2’: un nuovo centro commerciale, no food, di 30 mila metri quadrati che si troverà a 150 metri dall’argine del fiume Pescara. La struttura dovrebbe garantire oltre 400 nuove assunzioni e prevederebbe anche un albergo (a 9 piani) nelle vicinanze. Costo dell’opera: 30 milioni di euro. Il progettista è l’architetto Domenico Merlino, lo stesso del Megalò che si troverebbe così di fronte alla nuova costruzione.
Il progetto nel 2009 venne bocciato dal Via e la Sirec presentò un ricorso al Tribunale amministrativo, poi vinto.
Se i comuni di Chieti e Cepagatti non hanno battuto ciglio e hanno preferito non costituirsi in giudizio, la Regione, invece, si è costituita senza però depositare memorie difensive. E’ un po’ come se in una partita di calcio i giocatori fossero scesi in campo senza però muoversi e toccare palla.
«Perchè questo è accaduto?», domanda il consigliere di Rifondazione Comunista. «E’ responsabilità del direttore Sorgi o dell'avvocatura?»
L’esponente dell’opposizione ha annunciato che chiederà chiarimenti con un'interrogazione.
«Sorge il dubbio», continua Acerbo, «che persino i no del Comitato Via siano solo pro-forma visto che non li si difende poi davanti alla giustizia amministrativa. Preso atto che Regione e Comuni non ci difendono da questa invasione di scatoloni anzi le inventano tutte per farla andare avanti, propongo di costituire un tavolo tra associazioni ambientaliste e organizzazioni di categoria del commercio per verificare la possibilità di contrastare sul piano legale questi devastanti progetti».
Nei giorni scorsi proprio il Via ha dato il via libera al Megalò 2 e in futuro, sempre in quell’area, troverà posto anche il progetto presentato dalla ditta Pinti Carmen ed altri.