IL DOC INTEGRALE

Pericolo scampato: riconfermata a fatica la cassa integrazione per Villa Pini

Dubbi sulla interpretazione di una norma che rischiava di fare danni gravissimi

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Roberto Falcone e Francesco Cancelli

Roberto Falcone e Francesco Cancelli

ABRUZZO. Scampato pericolo. E che pericolo. La cassa integrazione in deroga è stata riconfermata anche per i dipendenti di Villa Pini che in pratica - senza saperlo - sono stati un mese sull’orlo di un baratro, visto che la Cigs era saltata.

Infatti le nuove norme dell’accordo quadro per gli ammortizzatori sociali precludevano il ricorso alla cassa per tutte le aziende fallite. Poi finalmente il miracolo a più mani. Grazie all’impegno della Direzione regionale delle politiche del lavoro, dei sindacati, dell’assessorato regionale al lavoro e della curatela fallimentare, è arrivata l’interpretazione autentica della norma e solo ieri il nodo cigs sì-cigs no è stato sciolto in modo favorevole per i dipendenti interessati.
«Ma non è stato semplice – spiega Roberto Falcone che insieme a Francesco Cancelli ha seguito la vicenda per la curatela – ci sono state diverse riunioni e incontri difficili fin dal 28 marzo scorso, quando è emerso che era rilevante il requisito di ingresso per accedere al beneficio della cigs e che lo stato di fallimento escludeva i lavoratori interessati. Poi l’11 aprile c’è stata un’altra riunione dove questa preclusione è stata sbloccata. Finalmente ieri il via libera».
 In realtà non si è trattato solo di un’interpretazione più o meno autentica della norma, quanto di una spiegazione dell’accordo quadro che modifica i requisiti di accesso alla cassa integrazione: infatti sono stati introdotti criteri più selettivi per accedere alla cassa integrazione. Da oggi dunque la cassa non è una forma sostitutiva e ridotta di salario, ma un emolumento che va a coprire un periodo senza lavoro in cui si frequentano corsi di formazione. Tanto è vero che la curatela ha dovuto presentare un piano dettagliato per la formazione, concordato con i sindacati.
«Pericolo grandissimo, per fortuna pericolo scampato – conferma Carmine Ranieri, Cgil – non abbiamo allarmato nessuno, ma abbiamo dovuto lavorare moltissimo. Il risultato finale positivo è merito di tutti, dall’assessore Paolo Gatti e dai suoi dirigenti bravissimi, ai tecnici della Direzione del lavoro, alla curatela, ai sindacati stessi. Ieri, a conclusione di un mese di tensione, il grandissimo sospiro di sollievo. Adesso si tratta di fare la formazione in modo serio: questa è la novità, ma è una sfida da vincere. Come dice l’ultima parte dell’accordo, la richiesta di cigs dovrà infatti essere accompagnata da piani di gestione delle eccedenze con particolare attenzione ai processi di ricollocazione e ai percorsi di riqualificazione».
Sebastiano CalellaVILLA PINI Verbale Cicas Del 11-4-2012