EMERGENZA ALLUVIONE

Alluvione, per il Teramano ci sono 5 mln di euro

Il presidente: «nostro iter ha tutelato cittadini già colpiti»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

715

Alluvione, per il Teramano ci sono 5 mln di euro
TERAMO. La vicenda dell'alluvione prende avvio nel marzo 2011, quando il Governo regionale dichiara lo Stato di Emergenza per calamità naturale nella provincia di Teramo.

Non si era provveduto, però, ad erogare alcuna somma a seguito della introduzione della cosiddetta "tassa sulle disgrazie" che obbligava le Regioni a gravare suo cittadini con ulteriori addizionali ed accise. La scelta operata dalla Regione Abruzzo fu quella di non aumentare la pressione fiscale e di impugnare il provvedimento legislativo.
Adesso da un lato la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la "tassa sulle disgrazie", dall'altro nessuna delle Regioni che aveva aumentato le imposizioni fiscali (come le Marche, ad esempio) ha ricevuto dal Governo le somme che erano state versate dai cittadini.
A seguito della pronuncia della Corte Costituzionale, il Governo ha deciso di ripartire la somma di circa 87 milioni di euro in favore di tutti i territori colpiti da calamità alluvionali. Tra queste territorialità viene ricompresa la Regione Abruzzo, per l'emergenza in provincia di Teramo, a cui viene destinata la somma di 5 milioni di euro, come risulta dalla richiesta di intesa alla emissione dell' apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, proposta dal Dipartimento di Protezione Civile ed evasa nello scorso 27 marzo dal Presidente della Giunta regionale.
In questa occasione, il presidente Chiodi (unico Governatore ad avanzare una istanza di questo tenore) ha proposto al Governo di rendere disponibili, per i territori colpiti, ulteriori risorse, circa 20 milioni di euro discendenti dalla Delibera CIPE del 23 marzo scorso, relative a disimpegni del Fas precedente.
«Siamo soddisfatti di questo esito - commenta il segretario generale della presidenza della Regione - frutto di una procedura complessa che ha comportato sì un allungamento dei tempi, necessario, però, a tutelare i cittadini della provincia teramana che, oltre al danno, rischiavano di subire anche la beffa delle tasse».
«La scelta della Regione di sollevare dubbi di costituzionalità sulla cosiddetta tassa sulle disgrazie, che abbiamo ritenuto da subito iniqua - spiega lo stesso segretario generale - ha indotto lo Stato a ripartire la somma destinata a tutti i territori colpiti da calamità e, quindi, ad assegnare all'Abruzzo 5 milioni di euro per la provincia di Teramo, somma equivalente a quella destinata a tutti gli altri territori (per le Marche l'emergenza ha riguardato tutte le 5 province e la somma destinata è pari a 25 milioni di euro) mentre per l'Abruzzo l'emergenza ha riguardato la sola Provincia di Teramo».
«Occorre, infine, aggiungere - conclude il Presidente della Regione - che ad oggi nessuna Regione ha ancora ottenuto la firma dell'OPCM che dispone l'accreditamento delle somme. Pertanto, nessun ritardo per la Regione Abruzzo, come qualcuno ha voluto paventare».