IL PROCESSO

Sanitopoli. Angelini torna in aula. Tv fuori: il giudice: «si cambia registro»

Il grande accusatore di Del Turco chiede scusa all’avvocato Caiazza

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Sanitopoli. Angelini torna in aula. Tv fuori: il giudice: «si cambia registro»
PESCARA. Tutto un altro processo. L’udienza di questa mattina del processo per presunte tangenti nella sanità in Abruzzo è stata completamente diversa da tutte quelle precedenti.

La prima sorpresa è stata la dura presa di posizione del presidente del collegio giudicante, Carmelo De Santis, nel cacciare dall’aula i cineoperatori ed i fotografi e questo per evitare le “tentazioni” istrioniche dei partecipanti che potrebbero “sovraeccitarsi” e contribuire a surriscaldare il clima o a rendere il processo poco consono agli standard medi. Un aspetto che forse era stato sottovalutato dai più e che, invece, deve essere davvero predominante se è vero che uscite le telecamere il clima nell’aula 1 è diventato subito soporifero, a tratti noioso…
«Da ora si cambia registro», ha detto il presidente con tono fermo, redarguendo gli avvocati poiché non sarebbero stati in grado di autoregolarsi ed apprezzare la flessibilità della gestione e la permissività, fraintendendola e approfittandone oltremodo.
«Da oggi - ha ripetuto il presidente - cambiamo registro. Le telecamere non possono essere più presenti in aula. Lo so», ha detto rivolgendosi ai giornalisti presenti, «che non è colpa vostra. Voi state facendo solo il vostro lavoro. La presenza delle telecamere, però, fa animare troppo l'aula».
Dunque, conduzione inflessibile, severa, rigida tenuta del protocollo. Risultato: non è volata una mosca e l’escussione dei testi e scivolata via senza nemmeno uno screzio o una diatriba. Insomma tutto un altro processo.
La seconda sorpresa è stata la presenza non annunciata in aula di Vincenzo Angelini che ha potuto così terminare il suo controesame da parte dei difensori degli imputati. Angelini ha rimandato a questo pomeriggio il suo ricovero in una clinica per i problemi di salute che sono stati più volte oggetto di discussione in aula (più volte fornendo amplissimi dettagli sanitari per poi contestare «…sono stato indagato fin dentro le mutande…» ).
Anche l’ex patron di Villa Pini è apparso sottotono, stanco, rispondendo alle domande con poche parole essenziali, al massimo cantilenando «ho già risposto nell’incidente probatorio» il che impone il limite agli avvocati che nel caso avrebbero dovuto porre i quesiti in quella sede.
Si è passati poi al controesame da parte dell’avvocato Cristina Valentini, difensore dell’ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, che ha provato a scandagliare particolari delle ricostruite dazioni per 6 mln di euro al suo assistito da parte di Angelini non riuscendoci in pieno poiché molte delle circa venti domande sono state ritenute inammissibili dal giudice.

Tra i quesiti posti ad Angelini: se conosceva la residenza di Conga, se conosce il tipo di laurea conseguita, che cosa avrebbe potuto fare Conga per la sua clinica, se il giorno dei prelievi dei soldi coincide con i giorni delle dazioni dei soldi, se conosce Walter Russo dirigente della Asl, che cosa poteva fare Aracu per Villa Pini, se nel suo incontro con Bondi ha parlato di Conga.
«Sono stato ricevuto 5 minuti dal coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi», ha ribadito Angelini, «ma quando uno parla con il faraone non può certo lamentarsi dell’ultimo sacerdote, se uno si lamenta lo fa per tutta la corte. Non sono sceso nei particolari delle dazioni ma ho parlato della conduzione del partito da parte di Sabatino Aracu, allora coordinatore del Pdl, e delle conseguenze che questo poteva avere su di me e la mia clinica».
L’avvocato Valentini è sembrata contrariata in più punti, mentre Conga è stato pesantemente richiamato all’ordine dal presidente. Alla fine lo stesso ex manager ha chiesto di poter rendere dichiarazioni spontanee ma il giudice ha calendarizzato l’intervento dopo la fine dell’escussione del testimone successivo. Per motivi non dichiarati poi Conga ha rinunciato a parlare.
Il procuratore Trifuoggi ha poi chiesto ad Angelini se tutte le volte che questi si recava a Collelongo per parlare con Del Turco effettivamente lo aveva trovato in casa.
«Un paio di volte ricordo di averlo mancato», ha risposto l’ex patron di Villa Pini.
Controesame finito in meno di 20 minuti. Al momento dell’abbandono dell’aula Angelini si è avvicinato all’avvocato Giandomenico Caiazza, difensore di Del Turco, per stringergli la mano, porgergli formalmente le sue scuse “in privato” dopo averlo fatto ieri al microfono. Caiazza lo ha rassicurato ed è apparso sereno lasciandosi senza apparente rancore. Ieri lo steso Caiazza aveva annunciato una querela contro Angelini che lo aveva attaccato per l’ennesima volta.


E’ stata la volta poi di alcuni componenti delle commissioni regionali permanenti che hanno raccontato ulteriori dettagli sulle “famose” ispezioni alle cliniche private, i loro metodi, i criteri adottati.
Si è parlato nello specifico delle ispezioni nelle maggiori cliniche private riferite all’anno 2004, facendo emergere evidenti sproporzioni tra il budget assegnato, il totale effettivamente erogato dalla Regione e le cifre, invece, decurtate per i ricoveri inappropriati.
Si è visto così che nel 2004 nei controlli a Pierangeli i fondi pubblici assegnati erano pari a quasi 18 milioni di euro mentre le contestazioni ammontavano a 48.880 euro; per la clinica Spatocco fondi per circa 15 mln e ricoveri inappropriati per 25mila euro, Villa Serena fondi per 24milioni e decurtazioni per 12mila euro. Tra i vari tecnicismi che regolavano i controlli della Regione nelle strutture private è anche emerso che i controlli venivano effettuati soltanto su un campione del 5% di cartelle cliniche, che molti dubbi vi sono circa il reale sorteggio casuale delle stesse cartelle e che infine dopo i controlli la sanzione faceva riferimento esclusivamente al 5% e non invece estesa e calcolata in proiezione sul 100% .
Il presidente De Santis ha poi disposto l’acquisizione delle sentenze già emesse con altro rito degli altri imputati tra i quali Giancarlo Masciarelli, Pietro Anello, Giovanni Pace, Vincenzo Trozzi, Giordano Cerigioni. Nella prossima udienza, fissata per il 27 aprile, sarà ascoltato Luigi Pierangeli, titolare dell’omonima clinica privata.
Alessandro Biancardi