ECONOMIA

Crisi Val Vibrata, Ruffini e Di Luca dritti a Roma per chiedere soldi

La strategia su due fronti: Regione e Governo

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Crisi Val Vibrata, Ruffini e Di Luca dritti a Roma per chiedere soldi
TERAMO. Trasformare il protocollo d’intesa Vibrata-Tronto in accordo di programma, piazzare la crisi della Val Vibrata in cima alle priorità degli interventi statali.

Sono queste, in sintesi le richieste avanzate dai consiglieri regionali Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca al Governo centrale nell’incontro con il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti. Oggetto del meeting è stato la crisi economica in Val Vibrata e le possibili soluzioni per rilanciare l’area. Il territorio che da sempre è stato il traino dell’economia teramana oggi si trova a vivere per ragioni strutturali e per ragioni legate alla crisi internazionale sta uno dei periodi più bui della propria storia con un livello di disoccupazione che raggiunge le quasi 20.000 unità soprattutto tra giovani.
I due politici abruzzesi hanno in mente una strategia su due fronti: aiuti di Stato (attraverso la trasformazione del protocollo d’Intesa Vibrata-Tronto del 2008 in Accordo di Programma) e sostegno da parte della Regione.
Il Governo può stare tranquillo hanno fatto capire i due, «visto che in Val Vibrata ci sono privati disposti ad investire nel tessuto produttivo con somme importanti la quota di finanziamento del Governo potrebbe essere limitata e legata ad un sostegno parziale».
Infine i consiglieri rivolgono un appello al Presidente Gianni Chiodi e alla sua maggioranza: «la Regione Abruzzo deve dire con chiarezza in che modo intende finanziare l’accordo di programma Vibrata-Tronto», hanno detto, «altrimenti il protocollo d’intesa resterà tale. Chiodi deve individuare un canale “prioritario e preferenziale” di finanziamento così come ha fatto per la Val Peligna che è stata inserita nei fondi FAS 2007/2013. Se non c’è una scelta chiara e decisa della Regione Abruzzo tutte e quattro le aree di crisi regionali rischiano di restare fermo al palo».