DIPENDENTI REGIONE

(Ri)organizzazione Regione, Carpineta: «aumento produttività in base al merito»

I sindacati hanno già le idee chiare. Oggi l'incontro

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Federica Carpineta

Federica Carpineta

L’AQUILA. Oggi si discuterà il progetto di riforma sulla macchina organizzativa regionale. La riforma, presentata dall’Assessore Carpineta e dal Presidente Gianni Chiodi prevede una serie di misure per snellire, semplificare ed implementare la struttura regionale e si basa sulla trasparenza e meritocrazia.

Intanto proprio l’assessore regionale al Personale, Federica Carpineta, ha scritto una lettera al direttore delle Risorse umane della Giunta regionale sulla questione dei dipendenti regionali chiedendo un incremento del fondo di produttività da assegnare sulla base dei meriti dei lavoratori.
Con queste risorse, ha fatto sapere, «vanno incentivate le capacità e i meriti, altrimenti con il vecchio e irripetibile tutto a tutti, si mortificherebbe gravemente la giusta aspettativa dei dipendenti che non tollerano più, quando hanno dato di più di altri, di essere invece premiati o incentivati come gli altri, quindi di non essere premiati ma mortificati e presi in giro».
La Cisl Abruzzo in vista dell’incontro di oggi sul progetto di riforma ha chiesto al Governo regionale un atto di coraggio di forte innovazione. In particolare secondo la sigla bisognerà agire su pochi ma concreti obiettivi. A partire dalla riduzione dirigenti: 12 direzioni, 92 servizi, 351 uffici sono, per il sindacato, un numero eccessivo e quindi andrebbero riorganizzati e riaccorpati. Così come è importante una riduzione dei dirigenti di servizio visto che il rapporto attuale tra dirigenti e personale è pari a 1/7.
Il progetto di riordino deve prevedere lo sviluppo della capacità di allocare le nuove competenze già demandate dallo Stato alle Regioni, ha detto il sindacato, e le risorse liberate dal processo di riorganizzazione e di razionalizzazione, come prevede la Legge n.111 del 2011 art.16, devono essere utilizzate per il 50% in premi incentivanti al personale impegnato nel processo di riorganizzazione, per il restante 50% nel bilancio regionale alle politiche sociali e alle politiche attive del lavoro in particolare per favorire l’occupazione giovanile.
Secondo la Cisl, infine, «la programmazione triennale dei fabbisogni è una necessità imprescindibile che deve essere accompagnata da una verifica annuale dei risultati raggiunti e definire eventuali processi di assestamento». Così come bisogna approvare un’unica riforma del personale regionale che riguarda sia la Giunta che il Consiglio salvaguardando la loro specificità e tenendo conto dei processi di mobilità del personale tra i due organi.