LA PROPOSTA

Liberalizzazione orari negozi: associazione consumatori chiede flessibilità

L’appello all’ assessore Alfredo Castiglione

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Liberalizzazione orari negozi: associazione consumatori chiede flessibilità
L’AQUILA. I commercianti da un lato, i consumatori dall’altro, le liberalizzazioni in mezzo.

L’associazione dei consumatori Arco Abruzzo ha chiesto all’assessore regionale alle attività produttive Alfredo Castiglione di non sostenere modifiche restrittive alla legge sulla liberalizzazione degli orari, cosi come invece ha dichiarato in sede di conferenza Stato- Regioni.
Una posizione che l’assessore ha maturato ancor di più dopo le aperture dei centri commerciali durante le festività pasquali  che hanno fatto tanto discutere. E’ per questo che Castiglione ha annunciato un provvedimento di legge contro la deregulation del settore decisa dal Governo e che troverebbe a suo dire la sostanziale condivisione delle sigle sindacali e di Confcommercio e Confesercenti.
«Comprendiamo le spinte conservatrici dei commercianti e delle loro organizzazioni», ha dichiarato  invece l’Arco «che certamente continuano a premere sulla Regione Abruzzo per riportare indietro le lancette dell’orologio ma siamo convinti che non serva all’assessore seguire la deriva corporativa e alimentare uno scontro fra commercianti e consumatori». L’invito poi ad una maggiore flessibilità è stato rivolto anche ai commercianti in generale.
La parola d’ordine per l’associazione dei consumatori è “slancio” per  il commercio attraverso un piano condiviso che risolva i problemi della chiusura generalizzata dei punti vendita intorno alle 20, degli orari assurdi delle farmacie che, secondo Arco provocheranno un’azione di contrasto con il coinvolgimento del garante della concorrenza.
L’Arco propone quindi  che al centro del confronto ci sia l’impegno di tutti per trovare soluzioni su come rendere attraente e competitivo il centro delle città garantendo  una mobilità integrata pubblico-privata funzionale, dei parcheggi e del sistema commerciale interno.
Si può ad esempio, ha detto l’associazione, «pensare di creare itinerari fra i punti vendita su cui siano in vigore carte della qualità alle quali i negozianti possano aderire dandosi delle regole certe e verificabili, istituire un arredo urbano accogliente che garantisca una illuminazione adeguata e pali intelligenti in grado di creare un sistema di accesso wi.fi e di videosorveglianza meno improvvisata di quella attuale».