SANITA'

I silenzi sul Piano delle residenze sanitarie: «rischio ticket e licenziamenti in vista»

Le denunce di Cisl Fp e Pd

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I silenzi sul Piano delle residenze sanitarie: «rischio ticket e licenziamenti in vista»
ABRUZZO. La Cisl Funzione pubblica dichiara guerra al sub commissario Giovanna Baraldi per il nuovo Piano sulla residenzialità.

Si tratta cioè della nuova rete delle Rsa o delle Ra abruzzesi che – secondo la Cisl – saranno sempre più “ospizi” a carattere sociale che strutture a vocazione sanitaria. «Un espediente – secondo Davide Farina, Cisl Fp – che nasconde due gravi conseguenze: l’applicazione di un ticket, stavolta chiamato compartecipazione, ed il licenziamento di centinaia di medici e infermieri. Il tutto in un quadro in cui le prestazioni saranno pagate a tariffa ribassata. Ciò nonostante che in questo settore non siano state mai adeguate da circa 10 anni, mentre la legge prevede un aggiornamento ogni tre anni. Sia chiaro – avverte Farina – la Cisl non accetterà mai di firmare un Piano le cui scelte sono state decise altrove e senza il coinvolgimento dei sindacati».
 In effetti sia la Cisl che gli altri sindacati hanno da sempre rappresentato queste preoccupazioni e le hanno segnalate anche in un documento consegnato il 31 gennaio scorso al sub commissario durante un incontro nella sede di Confindustria regionale. In quella occasione si decise di istituire un tavolo tecnico per discutere le tariffe da applicare alle diverse tipologie di struttura, lo standard del personale sanitario necessario sulla base dei tempi di assistenza e l’eventuale compartecipazione-ticket a carico dell’utente. Questa proposta fu poi subito istituzionalizzata con un decreto commissariale del 17 febbraio scorso, con i nomi delle associazioni e delle categorie rappresentate in questa nuova struttura di supporto, ma a due mesi di distanza non si è mosso nulla: solo silenzi, salvo le novità che la Cisl non condivide affatto. Come non condivide che al Piano - già elaborato  nel suo scheletro - manchi la polpa, cioè le tariffe a carico dei pazienti o i licenziamenti previsti. In realtà non è del tutto vero che non si sia mosso nulla. Basta citare il caso di Maristella di Chieti, dove la Asl locale (certamente non all’insaputa dell’Ufficio commissariale) ha tentato e sta tentando di svuotare l’Istituto attraverso una classificazione dei ricoverati che li definisce tutti non bisognosi di cure mediche, ma di un’assistenza che qualsiasi ospizio può fornire. Cioè si stanno attivando procedure di riempimento delle Rsa individuate come sostitutive dell’attuale assistenza. Insomma sotto sotto, ed anche in questo caso senza una trattativa, si cerca di risolvere il problema attraverso la burocrazia, con il rischio che alcune Uvm (unità di valutazione) siano più sollecite di altre, il che crea di fatto una disparità di trattamento dei malati secondo l’appartenenza ad una Asl più o meno rigida.
«Quindi ben venga il nuovo Piano – conclude Farina – ma prima discutiamo i contenuti concreti per evitare ricadute sociali nefaste per tutti: pazienti, famiglie ed operatori».
«E mentre Chiodi si autocelebra, il sub commissario Baraldi annuncia l’introduzione della compartecipazione alle spese per la residenzialità fino al 50% - commentano Marinella Sclocco e Giovanni D’Amico che nel Pd si occupano di sociale e sanità - come sempre non c’è stata nessuna condivisione sulle scelte in materia socio-sanitaria».
 E in aggiunta c’è il pericolo del nuovo calcolo per la compartecipazione alla spesa dell’assistenza con il parametro Isee, cioè l’indice di povertà, modificato dal decreto del governo con la conseguenza che saranno chiamate a pagare molte più persone. «Visto che la sanità è attiva, come dice Chiodi – concludono i due consiglieri – il presidente si dimetta da commissario e condivida con il Consiglio regionale le scelte in sanità».
Sebastiano Calella