INCIDENTI STRADALI

Allo studio un Centro di monitoraggio regionale sugli incidenti stradali

Dal 2007 un protocollo di intesa tra Ministero dell’Interno e le Regioni

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1896

Allo studio un Centro di monitoraggio regionale sugli incidenti stradali
CHIETI. Se ne parla poco, ma l’assessorato regionale ai trasporti ha competenza anche sullo stato delle infrastrutture stradali, cioè non solo sulle strade in quanto tali, ma – ad esempio – sulle rotatorie, sugli incroci, sulle piste ciclabili e così via.

E questo non solo in Abruzzo. Una maggiore conoscenza dello stato di salute della viabilità consentirebbe infatti interventi migliorativi tesi a prevenire quanto più possibile gli incidenti. E forse si dovrebbe partire proprio da questi dati sull’incidentalità per decidere quali lavori sono necessari e dove bisogna intervenire subito. Tutti sanno che ci sono strade più pericolose, dove la cronaca registra incidenti, morti e feriti. Ma le statistiche fino ad oggi prodotte sugli incidenti stradali non sono in grado di individuare esattamente il luogo dove questi avvengono, non sono quindi utilizzabili per interventi di tipo strutturale sulla viabilità. E le persone coinvolte sono considerate solo in termini di ruolo (pedone, ciclista, conducente, passeggero, ecc.) o di esito (incolume, ferito o morto). Di qui la necessità di lavorare ad un’idea, che ormai è più di una proposta: si tratta di attivare un osservatorio regionale sull’incidentalità in Abruzzo, un coordinamento delle attività di rilevazione statistica precisa per migliorare la sicurezza stradale nella regione. Su questo argomento c’è stato nei giorni scorsi un incontro in assessorato regionale ai trasporti a cui, oltre all’assessore Giandonato Morra ed alcuni funzionari, ha partecipato anche Alessandro Guidoni, generale dei Carabinieri, come esperto del settore. «Su questo tema – spiega il generale Guidoni – la legge del 1999 ha istituito il Piano nazionale della sicurezza stradale (Pnss), al fine di ridurre il numero e gli effetti degli incidenti stradali e migliorare i livelli di sicurezza da parte degli enti proprietari e gestori, di interventi infrastrutturali, secondo gli obiettivi comunitari. Il piano poi è stato implementato con l’attuazione di cinque programmi annuali che hanno attribuito un ruolo attivo alle Regioni e agli enti locali fortemente interessati allo studio della sinistrosità stradale. Si tratta di definire le politiche preventive della sicurezza stradale per ridurre le conseguenze negative del fenomeno».
Il programma 2002 individua come priorità la creazione di “centri di monitoraggio” di livello regionale, provinciale e comunale per migliorare la completezza, l’esattezza e la puntualità della rilevazione degli incidenti stradali sulla rete stradale urbana ed extraurbana. In Italia i dati sono raccolti dall’Istat attraverso le forze dell’ordine e vengono elaborati anche dall’Aci. Dal 2007 esiste anche un protocollo di intesa tra Ministero dell’Interno e le Regioni per migliorare la tempestività e la qualità dei dati e consentire agli enti una migliore conoscenza del fenomeno. Di qui la necessità di un Centro di monitoraggio regionale, su cui sta lavorando l’assessorato ai trasporti.
s. c.