AMBIENTE & FUTURO

Commissione Via, sì al piano dei trasporti. No a pale eoliche e centri commerciali

Forest Oil: «pronti a far ricorso al Tar»

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Commissione Via, sì al piano dei trasporti. No a pale eoliche e centri commerciali
L’AQUILA. Si è tenuta ieri la seconda giornata decisiva della Commissione di Valutazione di impatto ambientale.

64 progetti da analizzare in due giorni. Nella giornata di martedì è arrivato il no al progetto di estrazione di gas della Forest Oil sul lago di Bomba e il no anche al progetto della Recogen presentato dalla società Puccioni Spa per stoccare e lavorare a ridosso dell’area Sic di Punta Penna ingenti quantità di rifiuti pericolosi.
E’ passata invece la realizzazione di un resort a Torino di Sangro nei pressi di località Le Morge e il cosiddetto Megalò 2 a Cepagatti, proposto dalla società Boldrin Savino-Sirec.
Ieri nuova giornata di promozioni e bocciature. Il Comitato ha detto sì al Piano regionale dei Trasporti per la delusione del Wwf che contesta la centralità del trasporto su gomma: «nuove strade e nuovo cemento su un territorio fragile», sottolinea Augusto De Santis.
Nella zona di Popoli («dove sono situate le maggiori riserve d'acqua potabile dell'Appennino») sono previsti tunnel stradali alle spalle delle sorgenti del Giardino, con una galleria sotto il Morrone nel Parco della Majella, e delle sorgenti del fiume Pescara.
Sì anche al trattamento delle macerie del terremoto: ben tre progetti presentati da tre diverse ditte private. Sì pure agli impianti per il trattamento di rifiuti a Roseto, Bellante, Controguerra, Giulianova. Per il momento archiviato l'impianto fotovoltaico di Cellino Attanasio: bisognerà ripresentarlo. Sospeso il piano per la gestione forestale di Rocca Santa Maria.
Una bocciatura è arrivata alla centrale eolica sulle montagne di Tornimparte: cinque pale alte ciascuna 150 metri. Tutto rinviato anche per la pedemontana Abruzzo-Marche, in particolare il collegamento viario Val Vomano-Val di Fino. La Provincia di Teramo ha infatti ritirato il progetto.
Tutto ancora da decidere sul centro commerciale all'Aquila proposto dalla Edigiò srl, se ne parlerà probabilmente prima dell’estate.
Il Via ha detto no anche all'ampliamento della discarica Trasolero e adesso gli amministratori di Capistrello si dicono pronti a «proporre delle soluzioni alternative in linea con le normative del decreto Monti».
Ieri il primo cittadino, Antonino Lusi ha chiesto di essere ascoltato in audizione sull'ampliamento di 180 metri cubi dell'impianto di Capistrello richiesto dalla Segen, società consortile, sulla base di un progetto nuovo e diverso da quello presentato nel 2008 dall'amministrazione Scatena.
Lusi ha spiegato ai tecnici che il progetto presentato non prendeva in considerazione alcuni aspetti fondamentali come la limitrofa area Sic (sito interesse comunitario) Monte Aurunzo per il quale l'amministrazione ha attivato come capofila tutte le procedure per l'elaborazione del piano di gestione e conservazione dell'habitat riuscendo ad ottenere finanziamenti regionali e l'accesso al Piano di sviluppo rurale, e per questo andava rivisto.
E se gli ambientalisti che si sono mobilitati sia martedì che mercoledì si ritengono parzialmente soddisfatti, in queste ore c’è anche chi si dice «esterrefatto».
Come la Forest Oil che non ha preso affatto bene la bocciatura dell’impianto da costruire sul lago di Bomba e le motivazioni addotte.
«Crediamo fermamente nel progetto Forest CMI e intendiamo perseguire tutte le vie legali a nostra disposizione , a cominciare dal ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale entro i 60 giorni prescritti come termine di legge», dicono dalla società. «Ci riserviamo di esaminare nei dettagli le motivazioni ufficiali del parere non favorevole da parte della Commissione Via , fiduciosi di avere a disposizione tutti gli elementi per poter ribattere nelle sedi appropriate e far valere le nostre ragioni e la validità, in termini di progresso economico ed eco-sostenibilità, del progetto che Forest CMI intende portare avanti».
Il progetto degli americano è stato respinto perchè le falde acquifere dei terreni circostanti la diga artificiale del lago non hanno una tenuta soddisfacente e poi perché l’impianto non sarebbe compatibile con il piano regionale delle acque.