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Malati e informati: arriva l’opuscolo sulla sanità abruzzese

Nella cassetta della posta il Bignami su dove curarsi. Strumento utile?

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Malati e informati: arriva l’opuscolo sulla sanità abruzzese
ABRUZZO. Infòrmati o informàti? Arriva in questi giorni nelle case degli abruzzesi un libricino di 112 pagine intitolato: “Informati: carta dei servizi sanitari, Regione Abruzzo 2012-2013”.

 Sottotitolo: “L’informazione è un tuo diritto, la trasparenza un nostro dovere.” All’interno, in una breve presentazione, il presidente Gianni Chiodi ribadisce il suo «impegno per aumentare la qualità dei servizi sanitari» e ringrazia «tutto il personale che con abnegazione dedica il proprio lavoro a questa grande sfida». Poi l’ammissione che non ti aspetti: «siamo pienamente convinti che la comunicazione e l’informazione siano elementi fondamentali per far conoscere le scelte di politica sanitaria, condividere i problemi e le loro soluzioni». Quindi il sommario, le strutture regionali, le singole Asl, i servizi sanitari per tutti, la sanità privata, il ticket, i servizi dell’emergenza ed i distretti, con una serie di notizie molto utili per usufruire di tutti gli aspetti dell’assistenza, dal trasporto dei malati, alle cure domiciliari, all’assistenza integrativa e così via. Infine i reparti dei singoli ospedali, con telefono e recapito. Insomma un opuscolo prezioso che riunisce tutto quello che si deve sapere sulla sanità che c’è. In chiusura le informazioni sui diritti e doveri dei cittadini, la possibilità dei reclami (ma anche le segnalazioni, gli elogi e i suggerimenti) attraverso l’Urp e un utilissimo indice delle sigle: dall’Adp, all’Uvm, da Stp a Spsal, da Mst a Spdc, rispettivamente: assistenza domiciliare programmata, unità di valutazione multidimensionale, straniero temporaneamente presente, servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro, malattie sessualmente trasmissibili, servizio psichiatrico diagnosi e cura. Il libricino non mancherà di suscitare polemiche per eventuali errori od omissioni o imprecisioni, ma è indubbiamente uno strumento molto utile, anche se di fatto è una specie di elenco telefonico tematico. Se un errore va rilevato è la sua validità come strumento per limitare la mobilità passiva, secondo quanto dichiarato dallo stesso Chiodi. Come se bastasse sapere che in un ospedale c’è un reparto – ad esempio ortopedico – per evitare un viaggio della speranza fuori regione. La credibilità di un ospedale o di una specializzazione dipende non dalla sua esistenza in vita, ma dal suo funzionamento a livello di eccellenza, dalla mancanza di barelle sui corridoi, dalla preparazione dei medici, degli infermieri e dei tecnici, dalla modernità degli strumenti diagnostici, in una parola dalla capacità effettiva di curare e di guarire, non di assistere soltanto. E’ questo che evita la fuga dall’Abruzzo. Invece l’ospedale in affanno che ci consegna la politica dei tagli lineari, somiglia sempre più all’asylum miserorurm del Cinquecento che san Camillo de Lellis cercò di riformare. Oggi, senza santi, ci si rifugia nei viaggi della speranza. Per invertire la rotta non basta un libricino.
Sebastiano Calella