AMBIENTE & FUTURO

Commissione Via boccia progetto gas a Bomba

Oggi decisioni su discariche, cave e centri commerciali. Il 26 aprile nuove scelte decisive per la regione

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Commissione Via boccia progetto gas a Bomba
ABRUZZO. Dieci progetti per il Teramano verranno discussi questa mattina. Alle 13 si passa ai rifiuti, alle 14,30 sul tavolo arrivano 15 progetti aquilani. E’ ricca anche oggi la giornata della Commissione di Valutazione di impatto ambientale che ieri ha cominciato i lavori tra le polemiche degli ambientalisti.

Il comitato VIA della Regione è stato presidiato da almeno duecento persone. «E’ stata una bella giornata», commenta il consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo (che ha avuto il merito di far conoscere a tutti l’ordine del giorno chiedendone agli uffici competenti una copia), «e mostra quanto sia utile un'azione di movimento coordinata dentro e fuori le istituzioni».
Sempre ieri mattina la commissione ha bocciato l’estrazione del gas al lago di Bomba: non rispetta infatti i requisiti previsti dalla legge regionale del 2007 sulla qualità dell’aria. «In pratica – commenta Franco Caramanico, che di quella legge fu l’ispiratore – questo impianto non si potrà più fare. E chi conosceva la legge, poteva già immaginare come sarebbe andata a finire, al di la dei tentativi della Forest di bluffare su vari aspetti». In effetti il territorio abruzzese era stato diviso dalle legge in almeno tre zone diverse: area di risanamento (ad esempio l’area metropolitana Chieti-Pescara, dove è vietato ogni altro insediamento potenzialmente inquinante), l’area di mantenimento e quella di osservazione. Il che significava in sostanza che ogni nuovo impianto poteva essere localizzato solo nelle zone di mantenimento o in quelle di osservazione, ma con un limite preciso: costruire gli impianti nuovi solo nelle aree industriali attrezzate. Mentre la legge impone niente nuovi insediamenti nelle aree agricole, proprio a tutela del territorio abruzzese. Ed il lago di Bomba non è certo un’area industriale attrezzata. «Quindi fin dall’inizio la Forest ha cercato di buttare fumo negli occhi – conclude Caramanico – promettendo a destra e sinistra posti di lavoro e spiegando che l’estrazione di gas non avrebbe provocato fenomeni nel sottosuolo. Sarà pure così, ma la legge sulla qualità dell’aria veniva violata. E questo già si sapeva. E’ una vittoria dei movimenti che si sono battuti contro questo impianto ed è una soddisfazione per tutti quelli che hanno creduto in questa legge».
Oggi comincia una nuova giornata di decisioni. Si parte in mattinata con i progetti teramani. All’ordine del giorno ci sono, tra le altre cose, la realizzazione di un impianto fotovoltaico nel comune di Cellino Attanasio, una campagna di recupero rifiuti non pericolosi con impianto mobile a Giulianova, la presa d’atto della variante non sostanziale all’impianto recupero rifiuti di Controguerra e l’adeguamento del centro di recupero rifiuti non pericolosi a Bellante.
Di rifiuti si parlerà anche nel pomeriggio nell’aquilano: all’ordine del giorno ci sono infatti una discarica a Capistrello, un impianto di trattamento a Scontrone e uno a Massa D’Albe. Impianto di trattamento rifiuti inerti, invece, a L’Aquila. Due i progetti di attività di recupero di rifiuti non pericolosi: uno a Pacentro e un secondo a Castellafiume.
Ma si parlerà anche dell’ampliamento della cava a Pacentro e della realizzazione di un centro commerciale a L’Aquila (proposto dalla ditta Edigiò srl.
Il 26 aprile prossimo nuovo incontro del comitato per altri 25 progetti. Tra gli altri l’ampliamento del Sant’Angelo Outlet Village di città Sant’Angelo, una discarica di rifiuti inerti a Città Sant’Angelo, l’apertura di una cava a Cepagatti, l’impianto della Buonefra srl ad Ortona per lo stoccaggio di materiali inerti e la centrale termoelettrica a biomasse (da rifiuti) di Guardiagrele della società Renovo Bionergy.
«Invece di cercare di cancellare la nuova normativa come chiedono il direttore Sorgi e la Confindustria», chiede intanto il consigliere Acerbo, «è bene che Chiodi e la sua maggioranza dedichino qualche minuto allo studio delle direttive europee sulla valutazione di impatto ambientale e delle leggi in vigore nelle altre regioni».