Puccioni. «Rischio incidenti a 600 metri da abitazioni e scuole»

Rifondazione dice no alla pronuncia di compatibilità ambientale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1407

Puccioni. «Rischio incidenti a 600 metri da abitazioni e scuole»
VASTO. Incompatibilità ambientale, rischi per la salute ed il territorio, passaggi tecnici incongruenti.

Sono alcune delle osservazioni presentate dal Prc Sante Petrocelli di Vasto sull’impianto chimico per la produzione di prodotti fertilizzanti e di rigenerazione di acido cloridrico a partire da acque di decapaggio costituite da rifiuti pericolosi della Puccioni. Prevista per oggi la riunione del comitato Via (Valutazione impatto ambientale).
Gli aspetti dubbi del progetto, protocollati lo scorsi novembre, riguardano una serie di considerazioni di carattere ambientale, territoriale e procedurale.
Si parte dall’area su cui l’impianto dovrebbe insistere, adiacente la riserva naturale regionale di Punta Aderci ed il costituendo Parco Nazionale della Costa Teatina. In questa zona, secondo il Prc ad elevato pregio naturalistico, la vita acquatica è protetta e le attività antropiche devono essere ridotte all’osso. Il rischio che si verifichino incidenti durante lo sversamento di sostanze pericolose (acque decapaggio) è concreto. Così come non sono da escludere problemi legati al deposito di rifiuti pericolosi ed alla successiva lavorazione per ricavarne acido cloridrico da stoccare e poi vendere. Nella stessa area, a Punta Penne, insiste il progetto della centrale a biomasse della Istonia Energy.
Ci sarebbero poi ben due documenti che definiscono l’impianto Puccioni a rischio. Si tratta del decreto ministeriale 5 settembre 1994 che classifica impianti del genere come industrie insalubri di prima classe in quanto producono, impiegano e depositano acido cloridrico ed il Piano Territoriale Attività Produttive che rileva l’incompatibilità ambientale dell’impianto con la presenza di una riserva naturale.
La rigenerazione dell’acido cloridrico avverrà poi tramite l’aggiunta di calore che favorirà la possibilità di emissioni in atmosfera. L’acido ad elevate concentrazioni forma vapori che danneggiano tessuti, apparato respiratorio, occhi, pelle ed apparato digerente, ha ricordato il Prc.
A preoccupare maggiormente il partito sono le distanze calcolate, «in maniera errata ed una serie di parametri non tenuti in debita considerazione ed adeguatamente specificati».
Dai documenti presentati dall’azienda, infatti, l’area residenziale più vicina dall’impianto si colloca ad un km di distanza. Previsione errata, secondo il Prc,«visto che lo stabilimento si trova a 600 metri centro abitato».
«A circa un km in linea d’aria a sud- ovest dallo stabilimento», ha dichiarato Prc, «si trova l’area residenziale dell’Incoronata dove sono presenti scuole ed uffici pubblici e perciò è errata l’indicazione secondo cui le scuole più vicine son o a circa 5 km di distanza dallo stabilimento. La stessa Punta Aderci si troverebbe a meno di 500 metri dall’impianto».
E’ per questo che il Prc ha detto no al progetto chiedendo alla commissione Via di non emettere una pronuncia di compatibilità ambientale.
« Bisogna rilanciare», ha dichiarato, «un’ azione di accelerazione sulla programmazione delle aree di risulta dell’ex tracciato ferroviario e rinvigorire la questione Parco, ferma al Ministero. Attraverso la tutela del territorio e la messa in atto di azioni di sviluppo verso il turismo sostenibile, potremmo dare un futuro alla nostra città».