LA PROTESTA

Centri commerciali aperti a pasquetta, Rc insorge: «boicottiamoli»

Possibili aperture anche il 25 aprile e 1° maggio

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Acerbo e Castiglione

Acerbo e Castiglione

ABRUZZO. Grazie alla deregulation voluta dai governi Berlusconi e Monti i lavoratori della grande distribuzione anche ieri si sono ritrovati a lavoro.

Così nella moderna pasquetta 2012 la gita fuori porta è diventata per qualcuno una ‘gita’ al centro commerciale. E non tutti hanno gradito l’iniziativa di tenere le saracinesche alzate. Per il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, è «doveroso» lanciare una campagna di boicottaggio delle strutture che apriranno anche in quelle date simbolo della storia della conquista dei diritti dei cittadini e dei lavoratori, (1° maggio e 25 aprile). Una campagna a cui Rc vorrebbe che aderissero non solo le organizzazioni sindacali e di categoria, ma anche enti locali, associazioni, parrocchie.
«Trovo vergognoso», spiega Acerbo, «che l'attuale maggioranza di governo (Pdl-Udc-Pd) nel votare questa misura che consente di aprire potenzialmente 365 giorni all'anno e 24 ore su 24 non abbia sentito nemmeno il dovere di emanare norme a tutela dei lavoratori che aumenterebbero anche i livelli occupazionali».
E Rifondazione lamenta anche il ritardo con cui la Regione Abruzzo sta reagendo. «Da tempo», spiega Acerbo, «l'assessore Castiglione si è detto d'accordo con la proposta che ho lanciato all'indomani dell'approvazione del decreto Monti ma della legge regionale che contrasti questa deregulation non si vede ancora traccia. Stufi di aspettare presenteremo il nostro progetto di legge da tempo pronto che avevamo accantonato perchè c'era stato un impegno formale di Castiglione».
Ma oltre alla battaglia sul piano legislativo regionale e del contenzioso che si aprirà con il governo davanti alla Corte Costituzionale Rifondazione insiste con la «mobilitazione sociale vasta contro questo fenomeno».
In Germania la Conferenza Episcopale ha guidato la battaglia contro le aperture domenicali e festive. Ma per Acerbo i lavoratori della grande distribuzione - tra cui anche gli esercenti che operano nelle gallerie dei centri commerciali - non hanno la forza contrattuale per bloccare queste decisioni. «Per questo è fondamentale che ci sia una battaglia sociale e culturale contro l'Iper sfruttamento».