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La Riserva del Borsacchio resiste, ancora nulla di fatto

«Il partito dei cementificatori non sfonda»

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La Riserva del Borsacchio resiste, ancora nulla di fatto
ABRUZZO. Ieri ennesimo rinvio da parte del Consiglio regionale sulla Riserva del Borsacchio.

Un rinvio probabilmente atteso dopo quello di 15 giorni fa. La situazione si è impantanata: la maggioranza non riesce, con le proprie forze a procedere e la questione si arena.
Ieri è stata sufficiente poco più di un’ora di discussione per capire che le proposte di Rabuffo e Venturoni non avevano la maggioranza in consiglio regionale. Tornano in Commissione, dunque, i provvedimenti sulla modifica della perimetrazione della Riserva.
Lo stesso capogruppo del Pdl ha dovuto ammettere che non c’erano i numeri per andare avanti e, dopo una disperata richiesta d’aiuto indirizzata verso il Pd, ha dovuto capitolare e chiedere un rinvio.
Soddisfatti il comitato Riserva naturale regionale Guidata Borsacchio, Italia Nostra e Wwf secondo i quali dopo un paio di accuse verso l’opposizione, «colpevole evidentemente di “opporsi”», tutti sono tornati a casa.
«Non si contano più le sedute di consiglio regionale e della competente commissione consigliare sulla proposta di riperimetrare la Riserva del Borsacchio», denunciano le associazioni.
«Sono 3 anni che, incuranti di quanto avviene in Abruzzo (terremoto, crisi economica, crisi occupazionale, indagini della magistratura su moltissimi consiglieri ed assessori, …), i consiglieri regionali abruzzesi occupano il loro tempo retribuito da tutti noi per discutere di una riserva regionale di poco più di un migliaio di ettari. Quanti soldi si sono spesi per cercare di accontentare le pretese di non più di cinque persone?
E quanto tempo sta perdendo il Consiglio regionale abruzzese per andare dietro ad un paio di consiglieri regionali che si sono fatti carico di tali pretese?»
Nel corso degli interventi dei vari consiglieri e dei capi-gruppo consiliari del centrosinistra e del centrodestra, l’associazione Città per Vivere di Pio Rapagnà ha chiesto agli stessi ed al presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano di "rinunciare" al ridimensionamento e alla riperimetrazione dei confini attuali della Riserva ed in modo specifico di «sospendere a divinis» l'intero iter legislativo attivato sia in Commissione che in aula.