IL DOCUMENTO

Raccomandazione internazionale di Castiglione: la spintarella arriva in Albania

Oggi Repubblica.it pubblica il documento integrale sequestrato dalla polizia

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4702

Alfredo Castiglione

Alfredo Castiglione

ABRUZZO. Raccomandazione internazionale su carta intestata della Regione e controfirmata dal vicepresidente Alfredo Castiglione. Destinatario un vice ministro albanese.

La vicenda è quella già nota emersa nell’ambito dell’inchiesta “Caligola”, coordinata dalla procura de L’Aquila nella quale sono stati arrestati tra gli altri Lamberto Quarta, Duilio Gruttadauria di Ecosfera spa e Giovanna Andreola, dirigente regionale.
Tra gli indagati risultano anche Luciano D’Alfonso e appunto Alfredo Castiglione il quale secondo la Squadra Mobile di Pescara avrebbe avuto interesse a “spingere” l’associazione della sua attuale compagna affinchè uno dei tanti progetti finanziati da Ipa Adriatico, il progetto comunitario europeo, andasse proprio a quella associazione passando per una collaborazione prestigiosa.
Oggi Repubblica.it pubblica il documento, cioè quella lettera inviata dalla Regione.
«Signor vice ministro - scrive Castiglione - facendo seguito all'incontro del 14 gennaio 2011 sono a manifestare con la presente l'interesse della Regione Abruzzo a collaborare con codesto Ministero al fine di sviluppare una fattiva collaborazione in ambito culturale. Penso, infatti, che la cultura rappresenti un importante fattore di sviluppo economico e auspico uno scambio di esperienze foriero di una crescita culturale reciproca che possa dare un contributo importante alle economie dei nostri Paesi».
Si tratta di uno «scambio culturale» a cui il vice di Chiodi tiene particolarmente «attesa la rilevanza dell'Accademia di danza di Tirana, si rileva la valenza di una collaborazione con l'associazione Rassjanka con sede in Pescara per finalizzare una convenzione per definire una collaborazione di lunga durata nel campo della danza. Ringraziandola per la collaborazione che vorrà accordarsi, le porgo i miei più cordiali saluti».

Nell’articolo di Giuseppe Caporale vengono riportate anche le parole del giudice Marco Billi che rileva  come «l'attività tecnica - scrive il giudice - ha fatto emergere l'interesse di natura privata che Castiglione perseguiva nella vicenda consistente nel conseguimento di vantaggi in favore dell'associazione della convivente Marina Kozina, direttrice dell'associazione Rassjanka».
Secondo la procura la stessa associazione ha già ottenuto altri finanziamenti pubblici e di recente potrebbe essere stata ulteriormente premiata. 
Il documento finito on line ha già fatto scatenare un caso “regionale” e fatto sollevare le opposizioni che ora chiedono un passo indietro di Castiglione che pure aveva negato su tutta la linea. 
«Non sta a me valutare se un simile intervento configuri una qualche responsabilita' penale», ha commentato a caldo Carlo Costantini (Idv), «ma sono certo che a volte - ed e' questo il caso - le responsabilita' di un politico nei confronti della collettivita' possano andare anche oltre quello che prevede il Codice Penale. Forse e' giunto davvero il momento per l'Assessore Castiglione di fare un passo indietro e di lasciare almeno l'incarico in Giunta; sarebbe un atto utile a consentire, almeno all'istituzione regionale che rappresenta ai massimi livelli, di recuperare un minimo di credibilita'».

«Ancor più grave è che l'uso disinvolto del proprio incarico istituzionale per favorire interessi privati si eserciti nelle relazioni con un governo di paese straniero», ha detto invece Maurizio Acerbo (Rc), «nella storia poco gloriosa della politica abruzzese mancavano solo le raccomandazioni internazionali.
In Giappone il vicepresidente Castiglione avrebbe già fatto harakiri, in Germania avrebbe chiesto scusa ai cittadini, in Abruzzo probabilmente gli esponenti della maggioranza gli esprimeranno solidarietà e il Partito Democratico degli indagati dirà che non strumentalizza vicende personali».
Oltre la lettera di cui si parla oggi Castiglione aveva anche sottoscritto le sue dichiarazioni post-scandalo che suonavano così: «Sono estraneo a tutta questa vicenda, in termini oggettivi e soggettivi. Di sicuro non ho mai inquinato l’esercizio delle mie funzioni ed attività pubbliche ed istituzionali connesse e correlate alle cariche con il perseguimento di interessi di carattere privatistico. Nello specifico non mi sono mai speso per favorire il raggiungimento di obbiettivi di presunte  associazioni illecite e di non aver mai speso la mia autorevolezza e la mia influenza politico-istituzionale per l’aggiudicazione pilotata di commesse pubbliche, né tantomeno per garantire in favore della ditta Cyborg S.r.l. l’ottenimento di finanziamenti comunitari, come si ipotizza da parte della Procura della Repubblica Aquilana dietro contropartita della promessa di erogazione di fondi in favore dell’associazione Rassianka, di cui è direttrice e non presidente, la signora Kozina Marina, attuale mia compagna».
Solo venerdì scorso il principale organo di controllo del progetto Ipa Adriatico ha dato il via libera a nuovi finanziamenti con l’imprimatur del nuovo governo Monti.