RIFIUTI

Federconsumatori: male differenziata e riciclo dei rifiuti, crescono le tariffe

I dati sconfortanti sul ciclo dei rifiuti e le tasse che cambiano nome e diventano più salate

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Federconsumatori: male differenziata e riciclo dei rifiuti, crescono le tariffe
PESCARA. Raccolta differenziata, tariffe sui rifiuti ed abolizione dell’Iva sulla Tia. C’ è questo e molto altro nel rapporto di Federconsumatori presentato alcuni giorni fa. Dall’indagine è emerso che i comuni più costosi dal punto di vista delle tariffe tributi sono quelli meno virtuosi a livello di raccolta differenziata che nel nostro Paese è pari solo al 31,7%.

Anche Teramo e Pescara sono finiti nel campione di indagine nazionale sulle tariffe e servizi di gestione rifiuti urbani nelle città capoluogo dell’ anno 2012. Le due cittadine abruzzesi ed hanno visto un aumento della tariffa sui rifiuti solidi urbani dal 2007 al 2010.
Un primo campo di indagine della Federconsumatori si è rivolto ad un campione di 44 città del Nord centro e sud ed ha messo a confronto la spesa media sostenuta per i rifiuti per appartamento nel 2007 con quella del 2010. Nel 2007 a Pescara per un appartamento di 65 mq si sosteneva una spesa di 64,11 euro, cifra lievitata nel 2010 ad 83 euro. A Teramo nel 2007 l’importo era di 94,64 euro mentre nel 2010 di 108,10 euro. Per un appartamento di mq 100 con tre occupanti nel 2007 a Pescara si pagava 147, 20 euro a fronte dei 190,90 euro nel 2010 mentre a Teramo si è passati dai 228 euro del 2007 ad i 237 euro del 2010.

LA DIFFERENZIATA
Per quanto riguarda la raccolta differenziata nel nostro Paese, i dati non sono incoraggianti. L’obiettivo del 65% entro il 2012 sembra sempre più lontano.
Le analisi di Federconsumatori, sul tema del costo dei rifiuti per i cittadini italiani dei principali capoluoghi di Provincia, hanno portato ad osservare quanto i comuni economicamente più costosi in termini tariffari-tributari per i rifiuti per i cittadini, siano spesso quelli meno virtuosi a livello di raccolta differenziata.
Nel centro Italia nessun capoluogo di provincia riesce a raggiungere l'obiettivo del livello previsto di differenziata mentre le migliori performance, dai dati Istat, si registrano a Pordenone, Novara e Carbonia. Esempi meno positivi arrivano da tre capoluoghi siciliani: Messina, Siracusa ed Enna. Tra i grandi comuni, Verona è l'unico che ha raggiunto il 50% di raccolta differenziata.
Valori superiori al 30% si registrano a Torino (43,3%), Firenze (38,4), Milano (35,9%), Venezia (35,6%) e Bologna (34,8%). Chiudono i due grandi comuni siciliani: Palermo e Catania che arrivano rispettivamente al 7,7% e al 6,8%.
Tra i Comuni ricicloni 2011 secondo i dati Legambiente, in Italia sono 1.289 (circa uno su sei) i Comuni che superano il 60% di raccolta differenziata dei rifiuti. Le migliori prestazioni al riguardo si trovano nel Nord-Est del Paese, dove si registra anche la migliore amministrazione in assoluto: Ponte nelle Alpi (Belluno) è, per il secondo anno consecutivo, il Comune più virtuoso d’Italia quanto a raccolta differenziata. I Comuni che, invece, superano il 50% di raccolta differenziata sono 448.
Assenti dalla classifica le grandi città. Milano resta ferma attorno al 35% a livelli analoghi a quindici anni fa, anche se il capoluogo lombardo ha avviato su 200mila abitanti la raccolta dell’umido da cucina, ottenendo ottimi risultati. Poco più in alto Torino, a quota 42%, mentre non c’è traccia della capitale, dove la raccolta domiciliare col sistema misto sembra non funzionare.

RECUPERO RIFIUTI
Cresce il riciclo e il recupero dei rifiuti in Italia e si nota che nel 2010 è tornata a salire l’attività di riciclo che segna, nei diversi settori, il segno positivo. Ottime performance di riutilizzo dei rottami ferrosi (+67,9%), dell’alluminio (+18), del legno (+15,4) e della carta (+9,3), per arrivare alla tenuta del vetro che si assesta su un + 7,5%. Buoni risultati anche nel settore imballaggi: nel 2010 le quantità avviate al riciclo hanno raggiunto quota 7,34 milioni di tonnellate (il 5,6% in più rispetto all’anno precedente). In crescita, sia pure lieve, il riciclo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), che sta entrando a regime con un incremento in un anno del 27% (in termini assoluti, abbiamo raggiunto la raccolta di 4 Kg pro capite).

TARIFFE
Secondo i dati Istat e Ispra, tra il 2010 ed il 2009 la Tassa/Tariffa sui rifiuti solidi urbani è aumentata del 4,6%, e se paragonato al 2008 l’aumento è invece del 7,6%.
Nel 2010, le famiglie italiane hanno pagato mediamente 210 euro annui (2,62 euro al metro quadro), a fronte dei 200 euro del 2009 e dei 195 euro del 2008. Dal rapporto emerge che, nel 2010 (rispetto al 2009), 12 città hanno aumentato le tariffe della TARSU/TIA (il 60% del campione delle città capoluogo di regione), con punte del 25% a Bari; del 22,6% a Campobasso; 16,3% a Potenza; 11,4% a Perugia; 11% a Firenze.
La Tassa/Tariffa più alta si paga a Napoli dove la famiglia oggetto del campione paga annualmente 337 euro (4,21 euro al mq.) con un aumento dal 2008 al 2010 del 48,9%; segue Roma con un esborso annuo di 283 euro (3,54 euro al mq.); Palermo con 279 euro (3,48 euro al mq.); Perugia con 278 euro (3,47 euro al mq.); Venezia con 263 euro (3,29 euro al mq.); Trieste con 247 euro (3,09 euro la mq.); Cagliari con 245 euro (3,06 euro al mq.). In perfetta media nazionale Milano (2,62 euro al mq.); sotto la media gli altri capoluogo quali Torino (2,59 euro al mq.); Potenza (2,54 euro al mq.); Trento (2,52 euro al mq.); Bologna (2,48 euro al mq.). Mano più leggera a Campobasso (1,71 euro al mq.); Catanzaro (1,76 euro al mq.); Ancona 1,79 euro al mq.); Firenze 1,93 euro al mq.); Aosta (2,05 euro al mq.); Bolzano (2,34 euro al mq.); Bari (2,34 euro al mq.); Genova (2,44 euro al mq.).

DALLA TARSU ALLA TIA ALL’ IVA
Tra i temi importanti toccati da Federconsumatori non è mancata la questione della Tarsu, Tia ed Iva.
Il passaggio dalla Tarsu (tassa smaltimento rifiuti solidi urbani ) alla Tia (tariffa di igiene ambientale ) ha comportato che su questa ultima (non più considerata tassa ma tariffa) venisse imposta l’ Iva del 10 % dai comuni. Una prassi molto diffusa che ha resistito persino alle sentenze della Corte Costituzionale nel 2009 e della Cassazione (l’8 marzo scorso) che hanno stabilito l’ illegittimità dell’ Iva sulle bollette dei rifiuti.
La Federconsumatori ha fatto sapere che nei prossimi giorni incontrerà Ferderambiente e l’Anci e darà vita ad una forte mobilitazione affinché il Governo dia applicazione alla sentenza. Sono oltre 6 milioni le famiglie (pari a oltre 17milioni e 342 mila cittadini) residenti in ben 1203 comuni italiani, che, dal 1999 al 2009, hanno dovuto pagare l’IVA di troppo sulla tassa sui rifiuti, secondo l’associazione, e che oggi devono avere indietro quanto versato in più del dovuto. Secondo quanto indicato dall’Anci si stima che i rimborsi per le famiglie ammontino a 993 milioni di euro.
m.b.