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Energia rinnovabile, 91 Comuni abruzzesi sono 100% rinnovabili

Rapporto di Legambiente: «regione segue trend italiano»

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Energia rinnovabile, 91 Comuni abruzzesi sono 100% rinnovabili
ABRUZZO. Complessivamente sono 91 i Comuni abruzzesi “100% rinnovabili” .

Sono 28 quelli che producono dal 99 al 50% del fabbisogno elettrico delle famiglie. E’ quanto emerge dal rapporto Comuni Rinnovabili 2012 di Legambiente, realizzato con il contributo di Gse e Sorgenia e presentato oggi a Roma.
I Comuni del solare in Abruzzo, ossia con impianti solari fotovoltaici, sono 267, per una produzione totale di 450 MW; 20 i Comuni con impianti eolici, che producono circa 236 MW all’anno; 35 quelli con impianti idroelettrici, con una produzione che supera i 1000 MW, mentre 11 sono i Comuni con impianti a biomasse e bioliquidi, che producono più di 6 MW.
Un’ottima percentuale di Comuni abruzzesi, oltre il 91%, (278 su 305) possiede almeno una tecnologia da fonti rinnovabili sul proprio territorio.
La novità forse più rilevante è rappresentata da una generazione sempre più distribuita, che ribalta completamente il modello energetico costruito negli ultimi secoli intorno alle fonti fossili, ai grandi impianti e agli oligopoli.
«La diffusione delle fonti rinnovabili sta cambiando lo scenario energetico nel nostro Paese e della nostra Regione, con una velocità e dei risultati impensabili solo pochi anni fa», commenta Luzio Nelli, della segreteria di Legambiente Abruzzo. «Grazie a questi impianti abbiamo ridotto le importazioni di fonti fossili e la produzione da impianti inquinanti. Ora è il momento di dare certezze a questa prospettiva, puntando su un modello sempre più efficiente, distribuito, rinnovabile. In questi anni, molti hanno sostenuto che questi risultati fossero semplicemente impossibili da realizzare. Le rinnovabili hanno permesso di creare nuovi posti di lavoro (oltre 100mila in Italia, a cui se ne potrebbero aggiungere 250mila nelle energie pulite e 600mila nel comparto dell’efficienza e della riqualificazione in edilizia), portato servizi, riqualificato edifici e creato nuove possibilità di ricerca applicata oltre a maggiore benessere e qualità della vita. La prospettiva a cui guardare è quella dell’autonomia energetica di edifici, quartieri e ambiti territoriali, unita a un fortissimo potenziamento e integrazione delle reti elettriche. I numeri e le esperienze presentate oggi dimostrano come gli obiettivi fissati dall’Unione europea per l’energia e il clima al 2020 siano assolutamente raggiungibili, ma anche come la green economy rappresenti la chiave più efficace per uscire dalla crisi».