IL CASO

Spintarelle, da Pdl a Rc tutti contro Ikea: «fuori i nomi»

Per alcuni la nota catena di mobili starebbe solo cercando pubblicità

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Spintarelle, da Pdl a Rc tutti contro Ikea: «fuori i nomi»
ABRUZZO. Il politico abruzzese ‘richiamato’ da Ikea per aver tentato di segnalare alcuni conoscenti da far assumere non è uscito allo scoperto.

Nessun esponente della politica locale, fino a questo momento, si è alzato dalla sedia per ammettere: «sono stato io». Aggiungendo, magari, anche un «che male c’è». Ikea dal canto suo non ha alcuna intenzione di fare il nome («per motivi di privacy») del destinatario al quale, qualche settimana, fa ha spedito la missiva ricordando che l’azienda svedese non è sostenitrice delle spintarelle, ma preferisce selezioni rigorose e meritocratiche. Sul web intanto è bufera. Gli amanti di Facebook vogliono conoscere il nome del segnalatore di curricula, i precari se la prendono con il metodo così italico delle ‘segnalazioni’.
Il senatore del Popolo delle Libertà, Fabrizio Di Stefano, è invece infuriato e non vuole arrivare a pensare che possa trattarsi di una trovata pubblicitaria per il marchio. Ma, ad onor del vero, la notizia non è uscita fuori da Ikea ma dall’esponente dei Giovani dell’Italia dei Valori, Giampiero Riccardo, che qualche giorno fa su Twitter ha cinguettato «sono venuto a sapere che Ikea ha mandato una lettera ad un politico invitandolo a smettere con le pressioni, e non escludo che richiami analoghi siano arrivati anche ad altri».
«Non è possibile continuare a fare del populismo su un'intera classe politica, demonizzandola ed etichettandola in questo modo», attacca Di Stefano. «Se si continuerà a generalizzare la questione, sarò costretto a muovere un'azione legale contro chi diffama l'operato e la trasparenza dei tanti amministratori che lavorano con dedizione e trasparenza, per il proprio territorio».
Per l’esponente del Pdl l'Ikea, a questo punto, dovrebbe «avere il coraggio» di tirare fuori la lettera. Lo farà?
Stessa richiesta arriva anche da Rifondazione Comunista: «se davvero vuole dimostrare di essere aliena dalle pratiche clientelari, invece di fare qualunquismo Ikea renda pubblici i nomi di chi fa le raccomandazioni. Chi sono e a quale partito appartengono i politicanti che hanno fatto pressioni?»
Per il consigliere Maurizio Acerbo questa della spintarella è comunque «solo l’ultimo degli scandali» legati al nuovo super store che aprirà la prossima estate: «i politicanti locali gli hanno consentito di spianare una collina e di piazzarsi accanto al casello dell'autostrada realizzando un ecomostro che completa lo scempio urbanistico che caratterizza l'intera area metropolitana. L'area Chieti – Pescara», ricorda, «ha la più alta densità di grande distribuzione d'Europa proprio perchè i politici hanno dato mano libera in cambio della gestione delle assunzioni che garantivano sicuri successi elettorali. Da quel che mi risulta, inoltre, l'Ikea assumerà qualche centinaio di precari. Rivendichiamo con orgoglio di aver votato contro quello scempio urbanistico».