SCIOPERI

Riforma del lavoro. Domani seconda ondata di scioperi

Fiom Cgil Chieti di nuovo in piazza

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Riforma del lavoro. Domani seconda ondata di scioperi
CHIETI. Dopo l’ok del Governo sulla riforma del mercato del lavoro Fiom Cgil annuncia un nuovo sciopero.

Stavolta il sindacato chiamerà a raccolta i dipendenti delle varie fabbriche domani 27 marzo in due turni. Il primo dalle ore 12.30 alle 14.00, il secondo dalle 14.00 alle 15.30. Il testo è stato licenziato giorni fa dal Consiglio dei Ministri e prevede una serie di misure (dalla cassa integrazione, all’articolo 18, ai contratti a termine) avversate dai sindacati.
Secondo la Fiom Cgil provinciale di Chieti il documento concepito dal Governo spoglia i lavoratori di garanzie (con l'introduzione dell’articolo 18 secondo la sigla viene meno il diritto al reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa e c’è quindi, la libertà di licenziamento). A farne le spese, secondo il sindacato sono soprattutto i lavoratori più deboli.
Una prima ondata di manifestazioni in Abruzzo c’è stata il 23 marzo scorso, quando la Cgil Fiom ha annunciato un turno di sciopero dalle 9.00 alle 11.00.
Il testo approvato dal Governo sotto forma di disegno di legge prevede il licenziamento economico senza reintegro, il rito abbreviato per i licenziamenti, le quote rosa per le società pubbliche e il congedo di paternità obbligatorio.
Sul versante contratti vengono preferiti quelli a tempo indeterminato con la penalizzazione dei contratti a termine per cui non saranno possibili proroghe oltre i 36 mesi. Massimo valore è dato all’apprendistato.
Per il contestato articolo 18, il Governo ha annunciato il reintegro nel posto di lavoro nel caso di licenziamenti discriminatori e il solo indennizzo nei licenziamenti per motivi economici considerati dal giudice illegittimi. Nel caso di licenziamento disciplinare (giusta causa) sarà possibile per il magistrato decidere tra il reintegro e l'indennizzo economico con il pagamento al lavoratore ingiustamente licenziato tra le 15 e le 27 mensilità.
La cassa integrazione si mantiene per la cassa ordinaria e la straordinaria, ma viene esclusa la causale di chiusura dell'attività (resta possibile solo quando è previsto il rientro in azienda). Il disegno di legge prevede tutele anche per i lavoratori anziani. A tal fine è prevista la facoltà per le aziende di stipulare accordi con i sindacati maggiormente rappresentativi, finalizzati a incentivare l’esodo di questi lavoratori.
Infine anche la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è messa in primo piano con una serie di misure che vanno dall’introduzione di norme di contrasto alla pratica delle cosiddette “dimissioni in bianco”, al congedo di paternità obbligatorio (così da garantire alla donna il ritorno sul posto di lavoro dopo la gravidanza), al potenziamento dell’accesso del gentil sesso alle posizioni di vertice.