REGIONE

Riorganizzazione in Regione. Sindacati proclamano lo stato di agitazione

«Strutture tagliate e depotenziate»

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Federica Carpineta

Federica Carpineta

PESCARA. Caos, disorganizzazione e tagli.

I sindacati del personale della Regione Abruzzo hanno proclamato lo stato di agitazione e sono insorti contro l’assessore al Personale Federica Carpineta, secondo loro colpevole «di una gestione inefficace delle strutture amministrative».
Richiesta l’attivazione urgente di un tavolo di confronto per discutere le gravi carenze dell'amministrazione Regionale. La protesta prende le mosse nasce da una delibera di Giunta regionale di riorganizzazione del settore che l'esecutivo dovrebbe esaminare. Secondo Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fp e Direr la proposta di legge di riorganizzazione della Regione non è altro «che una sgangherata rivisitazione della attuale legge regionale 77 del 1999 inidonea al miglioramento dell’ente, inefficace nell’attuazione del principio della separazione fra potere politico e gestione, in contrasto con le norme della riforma Brunetta che impongono trasparenza, pubblicità e merito per il conferimento degli incarichi la dirigenza».
Secondo le sigle le gravi carenze dell'amministrazione regionale vanno dalla totale disorganizzazione, alla mancanza di pianificazione e programmazione in cui l’assessore Carpineta si sta muovendo. Gli esempi sono molti: a partire dalla attuazione del processo conseguente la soppressione degli enti strumentali, che sta avvenendo nel caos più totale. Secondo i sindacati, «c’è ancora incertezza sulle funzioni che i dipendenti devono svolgere, sull’inquadramento, sulle risorse a disposizione per il salario accessorio». Il risultato è che si potenziano le strutture a supporto dei politici a danno delle strutture amministrative.
E’ per questo che le sigle dicono basta a tagli lineari e indiscriminati della spesa e della dotazione di personale.
Una visione del tutto diversa è quella dell’assessore Carpineta che invoca tre concetti chiave alla base della riforma dell’Ente: trasparenza, meritocrazia e riorganizzazione; da intendersi per quest’ultima, il miglioramento della qualità di vita del lavoratore ed un contenimento dei costi del personale.