LA SENTENZA

Fondi Docup e Fira: Vittorio Forte deve pagare 301.000 euro per progetto fantasma

La sentenza della Corte dei conti abruzzese

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Fondi Docup e Fira: Vittorio Forte deve pagare 301.000 euro per progetto fantasma
ABRUZZO. Finanziamenti Docup ottenuti per realizzare un sito fantasma, fatture false come prova, dichiarazioni fasulle sulle spese sostenute.

Ancora una volta si parla di Fira, ancora una volta c’è di mezzo una truffa.
La Corte dei Conti d’Abruzzo ha condannato il 15 febbraio scorso Vittorio Forte al risarcimento dei danni nei confronti di Fira S.p.a. e della Regione Abruzzo per 301.000 euro. I giudici hanno assolto Renato Giorgetti per difetto di colpa grave e disposto nei suoi confronti la refusione da parte della Regione Abruzzo e della Fira, delle spese di costituzione e giudizio (500 euro).
Un condannato ed un assolto, insomma, per una vicenda che risale al 2003.
La società Viga Pubblicità & Marketing S.r.l. con sede ad Avezzano, aveva richiesto l’11 marzo 2003, tramite l’ amministratore Vittorio Forte, un finanziamento pari a euro 301.000,00 per la realizzazione di un piano per la gestione dei trasporti su strada, attraverso un sito web chiamato trasportabruzzo.it che fungesse da punto di incontro informatico tra le aziende e gli spedizionieri. La titolarità del progetto sarebbe rimasta alla Regione Abruzzo. La Commissione regionale, composta da Giovanna Angelucci, Ivan Marinelli e Fabrizio Andreassi ha ammesso il finanziamento con un punteggio pari a 1,4000.
La Fira ha erogato, il 26 febbraio 2003, la somma di 150.500 euro a favore della società. Due anni dopo il 15 marzo 2005 la Viga s.r.l. ha presentato una dichiarazione delle spese sostenute (148.968 euro) ed altri documenti (tra cui fatture), e la perizia giurata dell’ingegnere Renato Giorgetti.

LE FATTURE FALSE

Le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria di Pescara della Guardia di Finanza hanno verificato che due delle fatture rendicontate (la 9 del 9.3.2005 di 21.600 Iva inclusa) emesse dalla S.a.s. Digital Sistemi di Avezzano e la n. 2 del 10.2.2005 di 31.200 euro Iva inclusa emessa dalla Internet data Link Service S.r.l. di Avezzano facevano riferimento ad operazioni inesistenti.
Il rappresentante legale delle due società, Marcello De Ciantis, ha riferito infatti che entrambe le fatture sono state emesse senza che il lavoro fosse stato eseguito, dietro compenso di 15.000. De Ciantis ha riferito di essere stato contattato da Forte che gli chiedeva di fatturare a l’importo di euro 50.000 poiché ne aveva bisogno per la rendicontazione.
La Guardia di Finanza ha trovato altre fatture emesse per un totale di oltre 200 mila euro. A ciò si aggiunge, il fatto, secondo la Corte, che il progetto non è stato mai realizzato.
La Commissione regionale, quindi, con verbale del 3 novembre 2009 ha dichiarato la Viga decaduta dal beneficio invitandola alla restituzione della somma ricevuta più gli interessi legali.

IL REGISTA E “L’IGNARO”
Quanto al danno erariale, secondo la Corte, «è stato frutto dell’apporto determinante del Forte, regista di tutta l’operazione, ma anche del Giorgetti, il quale, se è vero che non era tenuto alla verifica dell’esistenza delle operazioni ha falsamente dichiarato che gli importi erano stati corrisposti prima dell’effettivo pagamento, compreso il pagamento relativo alla sua parcella. In questo senso il suo apporto è stato determinante per l’ottenimento del finanziamento».
Ma Giorgetti, sostiene la Corte «non era consapevole dell’illiceità di tutta l’operazione, pur avendo attestato il falso la sua posizione merita l’assoluzione per difetto di colpa grave, mentre l’intero importo contestato relativo al finanziamento erogato andrà risarcito da Vittorio Forte».

L’ONESTA’ DELLA PARCELLA

Il legale di Giorgetti ha ribadito che l’assistito ha svolto solo un controllo sulla congruità dei costi esposti e non sulla veridicità delle fatture allegate dalla società VIGA s.r.l. Poi, la fattura emessa dal convenuto, era stata effettivamente pagata, anche se successivamente alla sua emissione. La difesa ha sottolineato che il sito era stato realizzato e verificato al momento della redazione della perizia da parte dell’ingegnere, come da documentazione prodotta, e Giorgetti è stato «onesto avendo richiesto un importo minimo per la sua prestazione».