ABRUZZO

Inchiesta su falsi prodotti biologici, scoperta evasione fiscale da 35mln di euro

Società veronese operava anche in Abruzzo

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Inchiesta su falsi prodotti biologici, scoperta evasione fiscale da 35mln di euro
PESCARA. Solo pochi mesi fa l'operazione "Gatto con gli Stivali" aveva scoperto un gigantesco sistema di frode finalizzato all'immissione sul mercato di prodotti agricoli che biologici non erano mai stati.

Adesso la Guardia di Finanza ha concluso la verifica fiscale e scoperto che sono sottratti a tasse circa 35 milioni di euro.
Le imprese coinvolte - ad oggi oltre 40 - tutte operanti nel settore della produzione e commercializzazione di cereali e frutta fresca, si trovano in Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Puglia e Sardegna.
Il meccanismo di frode scoperto, perpetrato dalle società italiane ed avallato da alcuni funzionari degli organismi di certificazione e controllo, era particolarmente complesso.
Le Fiamme Gialle di Verona dopo aver individuato lotti di merce falsamente biologica in tutta Italia, attraverso i canali internazionali di polizia degli specialisti del II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza, hanno lavorato anche sull'estero insieme ad Europol - l'Agenzia europea delle forze di polizia – e sono riusciti a ricostruire significative propaggini del traffico internazionale ritenuto illecito.
La merce in parte prodotta in Italia (Puglia, Marche, Emilia Romagna, Veneto) ed in parte importata dalla Romania era poi rivenduta, oltre che in Italia, in Olanda, Germania, Spagna, Francia Belgio, Ungheria, Austria e Svizzera; al vaglio sono anche le eventuali implicazioni di soggetti europei consapevoli di acquistare un prodotto falsamente biologico.
Farine, cereali e frutta fresca «ormai divenuti biologici» venivano acquistati da grossisti dell'industria agro-alimentare per essere utilizzati nella produzione di alimenti che, a questo punto, non potevano che essere venduti come biologici a prezzi ben più alti rispetto a quelli dei prodotti alimentari convenzionali.
Le accuse nei confronti dei sette arrestati hanno riguardato l'Associazione a delinquere, la Frode in Commercio e reati fiscali di dichiarazione fraudolenta ed emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. Non sono mancate numerose ipotesi di falsificazione che hanno riguardato la documentazione certificativa dei carichi di prodotti alimentari e che, attualmente, sono oggetto di una serie di procedimenti penali già in fase avanzata presso la Procura della Repubblica di Verona.
Nel corso degli ultimi anni l'azienda - che ha sede a San Pietro di Legnago in provincia di Verona - aveva aumentato in maniera esponenziale sia il valore della produzione, sia i relativi costi, senza una plausibile ragione.
Grazie a controlli incrociati i finanzieri hanno ricostruito una serie di operazioni fittizie, sia in vendita che in acquisto, attraverso il ricorso, tra l'altro, a false certificazioni, necessarie per il commercio di prodotti biologici.
L'attività di controllo amministrativo, collegata con quella di carattere penale che ha portato agli arresti del 6 dicembre scorso, ha quindi permesso di individuare circa 35 milioni di Euro indebitamente sottratti a tassazione ed una frode all'Iva per oltre due milioni di Euro.