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Fit Cisl contro Trenitalia: «ruba il lavoro agli abruzzesi»

Il personale è sotto di almeno 40 unità

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Alessandro Di Naccio

Alessandro Di Naccio

ABRUZZO. Cercare in Abruzzo e non altrove ciò che serve per far funzionare Trenitalia.

PESCARA. Cercare in Abruzzo e non altrove ciò che serve per  far funzionare Trenitalia.
Il segretario generale Fit Cisl Abruzzo  Alessandro Di Naccio non ha dubbi: quello che manca in casa Trenitalia non è solo la qualità (penuria di materiale rotabile, disservizi) ma il personale.
Sono i problemi cronici che affliggono il servizio ferroviario abruzzese, secondo Di Naccio, «un vero e proprio furto di lavoro nei confronti della comunità regionale».
I dati sulla direzione Abruzzo Trenitalia, secondo il segretario parlano chiaro: il personale è sotto di almeno 40 unità  ed il dato è destinato a crescere stante l’elevata età anagrafica e contributiva.
«Ci sono alcune figure professionali, come quella del macchinista, che necessitano di almeno 24 mesi di professionalizzazione prima che possano effettivamente essere utilizzate a pieno regime: ciò vuol dire che non vi è assolutamente una programmazione minima di investimenti in risorse umane e che si preferisce vivere alla giornata cavillando su un contratto di servizio dalle risorse comunque certe».
A tutto questo Trenitalia anziché far fronte impiegando forza lavoro locale (giovani disoccupati abruzzesi) per poter garantire i collegamenti ferroviari messi a serio rischio di cancellazione per la grave carenza, ricerca personale nelle regioni limitrofe. http://www.primadanoi.it/news/5406/Trenitalia-altra-beffa-per-l%C2%92Abruzzo-il-lavoro-a-trasfertisti-da-altre-regioni-invece-di-assunzioni.html
Anche per il segretario regionale della Federazione italiana Trasporti, Michele Castellano, è necessario un intervento congiunto tra le organizzazioni sindacali e la Regione Abruzzo e si è detto pronto «ad affiancare l’Assessorato ai Trasporti per ripristinare le normali condizioni ferroviarie ed occupazionali».
m.b.