LA PROTESTA

Gtm, autisti disperati rompono con i sindacati

Ieri è stata interrotta una riunione ufficiale. Tensioni e problemi

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Michele Russo

Michele Russo

PESCARA. Una riunione tra sindacati e Gtm, ieri, interrotta bruscamente dagli autisti entrati nel vivo per chiedere di trattare la questione dei contratti dei lavoratori.

«Durante l’incontro si parlava di altro. Noi ci affidiamo ai sindacati e vogliamo chiarezza», il commento dei lavoratori. L’azione ha creato momenti di tensione e sembra una rottura forse sanabile tra lavoratori e rappresentanti sindacali. Si è creato un  comitato spontaneo di protesta dei lavoratori Gtm che sembra ora guidare la “protesta”. Si tratta di una settantina di lavoratori (autisti ed impiegati di officina) che si dicono «prostrati» da una serie di misure («stipendi da fame e mancata trasformazione contrattuale»). E’ Diego Crisante, uno di loro a raccontare come si sono svolti i fatti ieri mattina. Il Comitato ha bussato nella sala dove era in corso un meeting tra Gtm e sindacati (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Autoferro).
I lavoratori hanno chiesto di assistere con educazione. In quel momento, ha riferito Crisante, «era in discussione l’ordine del giorno che noi abbiamo chiesto di accantonare per fare spazio al problema che più sta a cuore al comitato: la trasformazione del contratto di lavoratori da part time a full time un sacrosanto diritto invocato da tre anni».
L’azienda ha abbandonato la trattativa in corso per lasciare interloquire lavoratori e rappresentanti che hanno promesso di portare le richieste all’attenzione aziendale. «A quel punto», ha continuato Crisante, «abbiamo lasciato la sala riunioni e siamo ritornati dopo 10 minuti per verificare che si stesse parlando del tema caldo ma…colpo di scena si stava parlando di altro (compiti di alcuni addetti all’officina). A quel punto l’azienda ha dichiarato conclusa la riunione».

«LE BAZZECOLE»
Gli argomenti di cui parlavano i sindacati noi li definiamo bazzecole», ha riferito Crisante. Il comitato ha poi rimproverato ai rappresentanti sindacali «di aver incassato passivamente una serie di iniziative aziendali. In particolare la riduzione del 25% del premio di risultato accordata sulla base di un fantomatico bilancio mai prodotto dall'azienda, il mancato adeguamento dell'impianto organico sancito da espressi accordi, l’obbligo del conducente a vendere biglietti durante il servizio in cambio di un corrispettivo irrisorio e ridicolo, l’assegnazione di capi della divisa dietro un corrispettivo a totale carico del lavoratore».
Poi c’è la questione delle promozioni in casa Gtm. L’azienda ha promosso nuove figure come tre sindacalisti (due segretari provinciali e un delegato Rsa) mentre le condizioni di lavoro in cui versano autisti e personale Gtm (mancata trasformazione dei contratti da part time a full time con 700€ al mese) restano le stesse.

UNA FRATTURA PROFONDA
Quanto accaduto ieri, secondo il comitato mette in luce il fatto che nulla di quanto promesso sta in realtà avvenendo. «C'è una frattura profonda, una lacerazione straziante e dolorosa», ha dichiarato, «tra due realtà che dovrebbero procedere in simbiosi, una voragine che se non verrà presto colmata dalla coerenza e dalla serietà di certe persone potrà persino decretare il collasso di uno dei fondamenti del mondo del lavoro: l'attività sindacale».