SANITA'

Pierangeli (Aiop) :«con la Giunta abruzzese difficoltà di colloquio sulla sanità»

Ieri l’audizione del rappresentante delle cliniche private alla Commissione del Senato

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Luigi Pierangeli

Luigi Pierangeli

ABRUZZO. Niente di nuovo nella seconda parte dell’audizione di Luigi Pierangeli, presidente dell’Aiop (l’associazione che riunisce le case di cura private abruzzesi) che è stato ascoltato ieri dalla Commissione senatoriale Marino.

Ma forse la notizia è proprio questa: nella gestione della sanità regionale non è cambiato nulla, rispetto alla Giunta Del Turco. Almeno nel senso della trasparenza e del colloquio istituzionale tra gli operatori del settore e l’assessorato, ora struttura commissariale.
Lo ha dimostrato ieri il presidente Aiop che ha esibito un’ampia documentazione sulle richieste presentate in passato (lettere, appelli, sollecitazioni) e mai riscontrate, così come avviene oggi. Addirittura attualmente ci sono problemi nello scambio dei verbali redatti durante le riunioni e per ottenere la documentazione l’Aiop – così almeno si è giustificata – è costretta ad inoltrare ricorsi al Tar. Ma Pierangeli si è soffermato molto anche su un altro aspetto che è risultato punitivo per le cliniche private e cioè la mobilità passiva. I dati recentemente resi noti dalla Conferenza Stato-Regioni per l’assegnazione dei fondi, dimostrano che il fenomeno in Abruzzo ha raggiunto livelli allarmanti, con oltre 68 mln di debito per il 2010 e con un 2011 che si preannuncia ancora più pesante. A quanto se ne sa, ieri in Commissione è stata ripercorsa la storia dei contratti di confine che il sub commissario Baraldi aveva fatto balenare come soluzione del problema, ma che invece non sono stati firmati. E così le Regioni confinanti continuano a drenare pazienti e risorse dall’Abruzzo, mentre alle Cliniche sono posti dei vincoli ritenuti assurdi. Il presidente Aiop ha infatti dimostrato che Marche e Molise, tanto per fare un esempio, incentivano la loro sanità pubblica e privata ad attirare e non a respingere i pazienti. Di qui la critica alla gestione commissariale, prodiga di promesse, ma scarsa di risultati. Il che è una critica devastante alla classe dirigente che doveva sostituire in meglio la passata amministrazione regionale e che invece non sembra aver fatto il salto di qualità che si attendeva.
Sebastiano Calella