IL CASO

Assalto della Asl a Maristella: trasferire i pazienti

L’alternativa è fargli pagare un ticket da 800 euro

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Aldo Cerulli

Aldo Cerulli

CHIETI. «C’è la possibilità di “allocare” il paziente in un’altra struttura, una Rsa la cui vocazione assistenziale risulta pienamente conforme ai bisogni di questo assistito».

Così scrive la Asl di Chieti ad un paziente del Maristella, l’istituto di riabilitazione che opera all’interno di Villa Pini. Sembra una normale comunicazione burocratica, anche se la parola “allocare” fa pensare più ad un oggetto che ad una persona. «L’Uvm (unità di valutazione multidimensionale) ha rilevato che questo assistito non ha bisogno di attività riabilitativa, ma di un’assistenza di tipo residenziale per anziani non autosufficienti – continua la Asl - Fateci sapere se accettate il trasferimento, altrimenti dal primo aprile potete restare a Maristella, ma la Asl non paga più e gli oneri saranno a vs carico».
«La mamma di questo paziente ha preso contatti con la Rsa proposta ed ha saputo che lì la degenza viene a costare circa 800 euro al mese. Una cifra impossibile per lei» informa l’Assistente sociale di Maristella. E così la storia approda a Cittadinanza attiva, il cui responsabile regionale Aldo Cerulli spiega che in verità è «un pò nauseato dal comportamento della burocrazia sanitaria. Anche questa volta – dichiara – difenderò i più deboli contro l’accanimento di questa sanità insensibile».
In effetti il copione è quello già visto con lo svuotamento dell’Azienda agricola, la struttura di riabilitazione psichiatrica fatta chiudere dal sindaco di Ripa Teatina.  Lì i malati furono trasferiti senza riguardo per le cure interrotte o per le lacerazioni intime dei pazienti divisi dai loro affetti e dai loro terapeuti. Quello che interessava la burocrazia era il rispetto formale della legge che imponeva di “svuotare” la struttura. Adesso tocca a Maristella. L’ordine della Regione è: «trasferire gli assistiti che non sono “appropriati”, tanto malati e dipendenti sono pochi e nessuno li protegge, tagliare i costi». Che i conti della sanità abruzzese possano essere salvati così è una barzelletta. Si parla di una trentina di malati e di altrettanti dipendenti che hanno un trattamento economico “prudenziale” da parte della Asl. Il manager infatti, per evitare future contestazioni o responsabilità contabili riferite a ricoveri inappropriati, paga le degenze con una tariffa da Rsa e non da istituto di riabilitazione. Quindi trasferire un paziente con un costo alberghiero da Rsa in un’altra Rsa dimostra che il trasferimento non dipende dal risparmio. Allora viene il dubbio che Maristella sia la vittima sacrificale delle inadempienze della Regione che deve pur dimostrare che si sta muovendo. Infatti dov’è il nuovo piano per l’assistenza territoriale e per la compartecipazione (cioè il ticket) annunciato da tempo? Quanto all’appropriatezza dei ricoverati, per il momento è partito solo l’ordine di procedere ad un nuovo setting assistenziale. E così buona parte dei pazienti assistiti a Maristella andrebbe “ricollocato” altrove per costare meno. Capita in tutte le Asl? Chissà. Ma intanto resta qualche domanda. Ad esempio: è proprio vero – come scrive la Asl - che questo ricoverato è adatto ad una Rsa per anziani non autosufficienti? Si tratta di un paziente di 35 anni in carrozzella perché tetraplegico. In più presenta un’insufficienza mentale grave e crisi epilettiche gravissime. Non parla, a volte grida per richiamare l’attenzione, le sue crisi sono diventate via via più frequenti. Ma l’Uvm lo classifica come un anziano non autosufficiente. Ma di fatto il suo destino in una Rsa è quello di essere ricoverato in ospedale alla prossima crisi. E così per quelle successive. Con quale guadagno per la Asl è facile intuire. C’è qualcosa che non quadra in tutta la vicenda e non solo per la questione economica, visto che la Asl gli ha detto: «o paghi la nuova Rsa o paghi noi, ma non sfuggi dalla compartecipazione».
 Questo paziente che non sta in piedi e che a stento riesce a stare in carrozzella, che ha una doppia incontinenza, un ritardo mentale grave e frequenti crisi epilettiche che futuro può avere con questa soluzione proposta dalla Asl? E se non paga il ticket da 800 euro, lo rimandiamo a casa?
Sebastiano Calella