L'INIZIATIVA

Abrogazione finanziamento ai partiti. La sfida dell’Idv: «serve referendum»

L’annuncio è stato fatto da Antonio Di Pietro

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Abrogazione finanziamento ai partiti. La sfida dell’Idv: «serve referendum»
ROMA. Per il momento è solo una iniziativa e il percorso è lungo è tortuoso.

Ma Antonio Di Pietro, oggi leader dell’Idv, ieri pm del pool Mani Pulite, ci vuole provare e annuncia un referendum per abrogare il finanziamento ai partiti e riportare «regole stringenti».
Quest’oggi l’Idv ha annunciato che depositerà nei prossimi giorni il quesito in Cassazione. L’idea si sarebbe sviluppata dopo gli scandali delle ultime settimane che «impongono alla politica di intervenire». Se non ce la farà, aggiungono, «saranno gli stessi cittadini ad intervenire in prima persona con il referendum». Appena verrà depositato in Cassazione, l'Idv inizierà la raccolta di firme.
Nelle ultime ore Di Pietro si è scagliato anche contro la legge sulla concussione in cima all’agenda del governo Monti e del Parlamento che rischierebbe di far saltare il processo Ruby in cui è imputato Silvio Berlusconi.
Questa ‘coincidenza’, secondo il leader dell’Idv «non fa una buona impressione e desta parecchi sospetti. Ma se dal punto di vista politico l’opportunità di varare questa riforma proprio adesso puzza di favore a Berlusconi, dal punto di vista del giudizio tecnico tutto dipende da come si scrive la riforma».
«Queste strane coincidenze creano dubbi e perplessità dal punto di vista politico persino a me», continua Di Pietro dalle pagine del proprio blog, «che certo non sono sospettabile di volermi tenere il reato di concussione così com’è. Sono stato proprio io il primo a proporne la modifica, di fronte all’assemblea degli industriali di Cernobbio, ben 18 anni fa, nel 1994, quando ancora facevo il magistrato. Anche come partito politico abbiamo poi cercato di modificare quella fattispecie di reato, col disegno di legge n. 2164 presentato dai senatori dell’Italia dei Valori nel giugno del 2008 e poi riproposta nel maggio del 2010».