LA DENUNCIA

Spesi 83,5 milioni di euro per tre cattedrali nel deserto made in Abruzzo

Cna: «A Roseto, San Salvo e Avezzano strutture ultimate e mai usate»

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Spesi 83,5 milioni di euro per tre cattedrali nel deserto made in Abruzzo
ABRUZZO. Automobili sportive che sfrecciano rombanti su una pista. Commenti salaci, improntati a stupore e sorpresa, degli utenti del social media.

E' un filmato su Youtube, datato agosto 2008, l'unico atto di vita documentabile per l'autoporto di Roseto, una struttura progettata e realizzata per ospitare la sosta dei mezzi pesanti, contribuire alla sicurezza stradale, offrire alle imprese del trasporto un punto di riferimento sul territorio, ma mai entrata in funzione. Completata una decina di anni fa con una enorme spesa di denaro pubblico, la struttura rosetana non è però la sola “cattedrale nel deserto” della logistica regionale: stessa sorte hanno infatti subito, fin qui, l’autoporto “gemello” di San Salvo, inaugurato e mai aperto (se non ai furti dei soliti ignoti) da qualche anno, e il gigantesco “Centro di smistamento delle merci della Marsica”, dove è stata invece l’emergenza-terremoto a favorire l’apertura e l’uso di alcuni capannoni per le attività della Protezione civile.
Tutte e tre le strutture restano in attesa che si faccia avanti un gestore – ultimo in ordine di tempo un disegno di legge, in tal senso, presentato dal consigliere regionale Claudio Ruffini - individuato attraverso gare di carattere europeo. In attesa dei gestori, si annuncia intanto una robusta iniezione di denaro pubblico: come gli 8 milioni di euro, annunciati dalla Regione e individuati sui fondi Fas, destinati al completamento degli autoporti di Roseto e San Salvo, ma anche di una quarta struttura-fantasma, l’autoporto di Castellalto, sempre nel Teramano.
E' una fotografia desolante quella sullo stato di salute dei tre nodi logistici più importanti (a parte l'interporto di Manoppello) destinati all'autotrasporto nella nostra Regione. Tutti figli di piani di investimenti nati a metà degli anni Novanta, che hanno visto alternarsi alla guida della Regione Abruzzo ben quattro, diversi presidenti, equamente distribuiti tra centrodestra e centrosinistra; senza contare le deleghe assegnate a turno a un drappello di assessori ai Trasporti.
A confermare la natura faraonica degli investimenti, contribuiscono alcune cifre riepilogative sui tre autoporti, ricavate da un fonte ufficiale quale “Trail Abruzzo”, portale nazionale delle infrastrutture di trasporto e logistica del sistema camerale, gestito da Unioncamere in partenariato con la Regione Abruzzo: oltre 466 ettari di superficie complessiva; circa 119mila metri quadrati di aree coperte (comprendenti, oltre ai servizi già realizzati, anche quelli progettati per manufatti mai realizzati, come una multisala cinematografica all’interno del Centro di smistamento merci della Marsica!); circa 83,5 milioni di euro spesi fin qui, ma non ancora sufficienti ad assicurare l’apertura dei tre autoporti. Un fiume di denaro cui, come detto, dovrebbe ora sommarsi gli 8 milioni per il completamento dei più piccoli, mentre nessuna indicazione viene data per l’autoporto avezzanese, per il cui completamento le previsioni formulate sullo stesso portale parlano di un altro fiume di soldi.
Denunciando all’opinione pubblica la condizione di degrado in cui versano i tre autoporti, la Cna abruzzese – che questa mattina ha tenuto a Pescara una conferenza stampa - invita la Regione Abruzzo a compiere un’operazione-verità: promuovendo, innanzi tutto, una ricognizione rigorosa sullo stato e il degrado di strutture e impianti; verificando la fattibilità di una gara per la loro gestione che abbia la possibilità di non finire deserta; valutando eventuali scelte selettive sui piano di completamento, in modo da destinare l’investimento pubblico solo alle strutture per cui è possibile intravedere un futuro, ed evitando un ulteriore sperpero di pubblico denaro.