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Fondi disabili ridotti, in cassa solo 1.214.702. Anffas: «dalla Regione spiegazioni»

E le strutture rischiano di chiudere….

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Fondi disabili ridotti, in cassa solo 1.214.702. Anffas: «dalla Regione spiegazioni»
ABRUZZO. Perché i 3,7 milioni euro destinati in origine al Piano Locale per la non autosufficienza 2012 sono stati utilizzati per attività socio assistenziali di carattere generale?

Lo ha chiesto Maria Pia Di Sabatino presidente Anffas Abruzzo (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) alla Regione Abruzzo.
La somma in origine prevista per le disabilità gravi ed inserita nel Piano locale per la non autosufficienza 2012 era pari a 4.914.702 euro di cui oggi in cassa sono rimasti 1. 214.702 euro. Dei restanti 3,7 milioni di euro, 700.000 sono stati trasferiti alle Province per trasporto e assistenza scolastica studenti disabili delle scuole medie, superiori ed università e 3 mln per servizi socio assistenziali generici e trasferiti ai piani di zona. Dalla Regione chiarimenti, è l’appello della Di Sabatino, «altrimenti daremo vita ad una grande mobilitazione». E intanto numerose strutture per l’assistenza disabili sono a rischio chiusura.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha assegnato alla Regione Abruzzo l’importo di 9.414.702 euro per la copertura dei costi dell’assistenza di persone non autosufficienti. La Giunta regionale nel 2010 ha approvato l’atto di indirizzo applicativo per lo sviluppo locale per gli interventi rivolti alla non autosufficienza- Fondo nazionale per la non autosufficienza annualità 2010- destinando la somma di circa 4 mln di euro agli ambiti territoriali sociali per la realizzazione del Piano locale per la non autosufficienza anno 2012. Di questi, sono rimasti circa 1 mln di euro in cassa; somma insufficiente per far fronte all’assistenza disabili.
«Considerato che questi servizi di assistenza a disabili con problemi gravi e gravissimi non gravano sul bilancio regionale (i fondi sono stati stanziati dal Ministero del Lavoro e Politiche sociali)», ha dichiarato la Di Sabatino, chiediamo il ripristino del sovvenzionamento Plna 2012.
A fare le spese della riduzione dei fondi sono associazioni come le comunità Dopo Di Noi case-famiglia per soggetti con handicap gravi privi dell’assistenza dei familiari.
Si tratta di sei strutture: “Il sorriso di Emma” a Montesilvano, “Cara” a Scerne di Pineto, Dopodinoi Avezzano, “La Dimora” a Teramo, “La Casa del Sorriso” a Pescara, Centro Residenziale a Sulmona.
E’ Giovanni Di Pangrazio presidente Anffas Onlus di Avezzano che insieme ad altre cinque associazioni, ha ottenuto un finanziamento regionale per la realizzazione delle cosiddette “ Comunità Dopo di Noi” a raccontare i disagi e problemi legati alla carenza di fondi.
«Con grande lavoro, enormi sacrifici economici e debiti», ha detto, « a fine 2010, siamo riusciti a realizzare la nostra struttura a Tagliacozzo che può ospitare fino a 20 disabili adulti: la quota a nostro carico per la realizzazione della struttura è arrivata ad una cifra superiore ai 500.000 euro. Diversi ostacoli burocratici (il blocco degli accreditamenti legge regionale 32/2007 e il ritardo dell’attuazione del programma di riordino e di razionalizzazione della rete residenziale e semiresidenziale regionale), non hanno permesso l’apertura e l’utilizzo delle strutture complete di tutto il necessario per l’accoglienza dei disabili».
Numerosi gli appelli alle istituzioni in questi anni per ottenere sostegno economico. L’associazione ha più volte richiesto alla Regione di inserire tali strutture socio-sanitarie all’interno della programmazione regionale, ed in particolare nel Piano sociale regionale 2010-2012, nel Piano Locale per la Non Autosufficienza e nel Piano sanitario regionale
m.b.