IL CASO

Bando in Regione per occupazione femminile. Paga da 18 euro l’ora

Per la Regione: critiche su presupposti errati

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L'assessore Paolo Gatti

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L’AQUILA. Il bando si chiama “La crescita è donna più professioniste” e rientra nel noto programma di crescita e sviluppo del Po Fesr 2007-2013 della Regione Abruzzo.

L’obiettivo è quello di incrementare l’ occupazione femminile. C’è chi si è interrogato sulla effettiva utilità della proposta, come Fabrizio Salusest commercialista ed esperto del settore che ha evidenziato alcuni aspetti dubbi che vanno dal compenso minimo previsto per la prestazione di lavoro femminile alla mancata griglia di valutazione contenuta nel bando. Il commercialista ha persino chiesto al presidente di modificare l’avviso o ritirarlo. «L’intervento», ha chiesto a Chiodi «è finalizzato a dare un’opportunità di lavoro e crescita alle professioniste giovani e donne oppure a contribuire alla diffusione di lavoro precario, sottopagato ed a carico del sistema pubblico? ». Il progetto è rivolto ad imprese o donne (anche alle prime armi con il mondo imprenditoriale). In particolare per le imprese che si avvalgono di consulenza femminile specializzata e per imprenditrici sono previsti una serie di incentivi economici.
Si tratta di 3 mln di euro, di cui 1 mln in incentivi alle donne per la creazione di nuove imprese, 1 mln per le imprese che attivano rapporti consulenziali in favore delle professioniste, 1 mln di euro alle donne, per favorire la conciliazione di tempi di vita e lavoro.
«La Regione Abruzzo», si legge nell’avviso pubblico, « si riserva di incrementare con proprio atto amministrativo l’attuale disponibilità finanziaria con ulteriori risorse derivanti dal Fondo sociale europeo od altri fondi nazionali e regionali ». A beneficiare della misura saranno donne di età superiore a 18 anni residenti in Abruzzo da almeno 6 mesi inoccupate o disoccupate o occupate con contratto di lavoro atipico.
E’ proprio sulla remunerazione che Salusest muove le critiche più importanti . Alla professionista assunta per una consulenza è concesso una remunerazione di 150 euro a giornata (costo orario minimo 18,75 euro all’ora).
Una somma, secondo il commercialista, nettamente inferiore a quello contrattuale di un operaio con un minimo di specializzazione, molto al di sotto del parametro FSE di 57 euro. A questo si aggiunge la mancata griglia di valutazione per le domande presentate.
«A conferma di una costante caratteristica che tende a sottovalutare e sottostimare il lavoro professionale al servizio delle attività produttive», ha sottolineato inoltre il commercialista, «l’avviso nella parte “Più imprenditrici” riconosce ammissibile all’agevolazione una spesa massima di € 500 per la redazione degli studi di fattibilità redatti su format tecnicamente ineccepibili ma proprio per questo complessi. Basti pensare che per la semplice autentica notarile allo statuto di una società, viene riconosciuto ammissibile l’importo di € 1.500. A mio avviso il bando ha in sé una logica discutibile».
Sarebbe stato più utile, secondo Salusest, che le giovani professioniste fossero direttamente agevolate nell’acquisto di strumenti e know how.

LA REGIONE:«CRITICHE BASATE SU PRESUPPOSTI SBAGLIATI»

Secondo quanto riferito dagli uffici della Regione le critiche del commercialista Salusest sarebbero basate su presupposti errati poichè secondo il bando che pubblichiamo qui sotto i 150 euro sarebbero un incentivo per le aziende per le consulenze. Non si tratterebbe dunque della "paga giornaliera" ma dell'incentivo al quale dovrebbe aggiungersi anche la parte della aziende che richiede la consulenza.
Dunque non sarebbe del tutto corretto dividere 150 euro per le otto ore giornaliere di un dipendente poichè si tratta di tipologia lavorativa diversa.
Sempre dagli uffici dell'assessorato fanno notare inoltre che il bando è rivolto a donne giovani che di sicuro potranno trovare in questa opportunità un utile avvio al mondo del lavoro.
Allegato a Avviso