IL CASO

Taglio vitalizi, Amicone prima vittima: restituirà 6 mesi di assegni. Lui: «legge canaglia»

4.014 euro: a tanto ammontava il vitalizio dell’ex consigliere regionale

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Mario Amicone

Mario Amicone

ABRUZZO. Vitalizio tagliato e restituzione di quanto ‘indebitamente’ percepito.

L’ultimo assegno vitalizio da 4.014 euro, Mario Amicone lo ha ricevuto a gennaio 2012 e quello che deve restituire parte dall’agosto del 2011.
Questo per effetto della legge 40 del 2011 che   prevede il divieto di cumulo a carico degli ex consiglieri regionali, titolari di assegno vitalizio con il trattamento indennitario spettante a seguito della nomina degli stessi alla carica di presidente, vice presidente o componente di Cda, revisore legale, direttore generale di enti dipendenti dalla Regione, Consorzi, agenzie, aziende regionali.
Amicone, ex consigliere regionale ed ex assessore ai Trasporti, a marzo del 2011 è divenuto direttore dell’Arta e quindi deve dire addio al vitalizio. Secondo la legge il divieto di cumulo vale per chi era stato nominato «alla data del 6 agosto 2011».
In quella data Amicone era beneficiario di assegno di vitalizio e ha rivestito contestualmente la carica di direttore generale dell’Arta.  «Alla luce di questi fatti», si legge nel documento firmato dal responsabile dell’Ufficio Gianfranco De Crescentis e dal dirigente di servizio Tiziana Grassi della direzione attività amministrativa «questo servizio dovrà procedere alla sospensione della erogazione dell’assegno vitalizio da lei percepito e al recupero, con modalità da concordare, delle somme a tal titolo corrisposte a far data dal 6 agosto 2011».
Amicone avrebbe potuto optare per il percepimento del vitalizio (4.010 euro mensili) «rinunciando all’indennità connessa all’incarico assunto» come direttore dell’Arta (2.800 euro circa). Ha scelto di tenersi lo stipendio dell’agenzia regionale che dirige. 

Amicone conferma di dover restituire circa 20 mila euro e il direttore sostiene di non essere «affatto meravigliato dell’incontenibile voglia del presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano di pubblicizzare gli effetti di questa legge, come fosse una “perla legislativa” finalizzata unicamente al contenimento dei costi della politica. E’ in realtà una “legge canaglia” ad personam, contrattata e concordata tra il Capogruppo PDL Venturoni e la minoranza consiliare in cambio di una serie di emendamenti alla Finanziaria di luglio. Una subdola manovra “trasversale” che dietro il nobile scopo del taglio dei costi della politica cela l’intento di indurmi alla dimissioni da Direttore dell’Arta. Del resto non è un mistero che a qualcuno non è andata proprio giù la mia nomina e vorrebbe veder seduto al mio posto qualcun altro, da stipendiare quindi senza alcun risparmio effettivo per il bilancio regionale. Se così non fosse – osserva Amicone – il presidente Pagano spieghi allora come mai per tutti gli altri cumuli (indennità varie) e per l’eliminazione del vitalizio agli attuali consiglieri è stato fissata la decorrenza dalla prossima legislatura, mentre nel mio caso si è proceduto immediatamente al taglio del vitalizio con un’apposita interpretazione della normativa. E chiarisca anche, Pagano, per quale motivo non è stato legiferato il divieto di cumulo per altri incarichi pubblici conferiti dal Consiglio regionale e ugualmente fruitori di vitalizio».

RC SODDISFATTA

Sul caso Amicone Rifondazione Comunista rivendica il proprio lavoro: «il vitalizio a Amicone è stato annullato grazie alla norma di Rifondazione», ricorda il consigliere Maurizio Acerbo. «Non c’è nulla di persecutorio. Rifondazione ha proposto una legge che colmasse un vuoto normativo che consentiva di percepire il vitalizio da ex-consigliere anche a chi veniva nominato ai vertici di enti, agenzie e società regionali. Che la collettività paghi due volte la stessa persona è palesemente ingiusto considerato poi che il vitalizio non è assimilabile a una pensione. La legge da me proposta e approvata dal Consiglio prevede che si possa optare per uno dei due trattamenti economici».
Ogni mese la regione Abruzzo spende 320 mila euro di vitalizi per 139 ex consiglieri regionali. Altri 71 sono in attesa di maturare il vitalizio.