EMERGENZA RIFIUTI

Emergenza rifiuti. Chiodi: «denuncerò amministratori inadempienti». Pd «denunci anche se stesso»

Sulla raccolta dell'immondizia l’accordo non si trova. Strade sporche e cassonetti pieni

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Emergenza rifiuti. Chiodi: «denuncerò amministratori inadempienti». Pd «denunci anche se stesso»
PESCARA. E' vera e propria emergenza rifiuti in oltre 40 Comuni della provincia di Pescara, dopo la chiusura, nei giorni scorsi, della discarica di Colle Cese a Spoltore.

EMERGENZA RIFIUTI: INVIATE LE VOSTRE FOTO A redazione@primadanoi.it   -indicate anche l'esatta localizzazione della monnezza (via e città)

Cumuli di immondizia sempre più alti, infatti, sono ormai visibili sulle strade di tutto il Pescarese, da Montesilvano fino ai Comuni dell'entroterra e ai paesi di collina. Pattume in strada e difficoltà si registrano perfino a Spoltore, che per decenni ha ospitato la discarica utilizzata dall'intera provincia. Situazione migliore, invece, a Pescara, dove si sta provvedendo a conferire i rifiuti indifferenziati nella discarica di Sulmona.

Nonostante la Regione abbia attivato, nei giorni scorsi, le riserve del 5% in quattro discariche - Chieti, Cupello, Lanciano e Sulmona -, così come previsto dalla legge in casi di urgenza, la soluzione non sembra vicina. La norma prevede infatti che siano i consorzi e gli enti locali a raggiungere un accordo, ma gli operatori non riescono a trovare un punto di incontro. Ieri il primo cittadino di Chieti ha ribadito la sua indisponibilità ad accogliere i rifiuti del pescarese («Chieti è una città virtuosa e gli sforzi non possono essere vanificati a causa di una tardiva o mancante programmazione), mentre secondo i sindaci dei Comuni in emergenza la discarica teatina sarebbe la soluzione migliore, vista la vicinanza geografica. Continua a ripeterlo da Pescara anche l’assessore Isabella Del Trecco irritata per la «totale chiusura» del primo cittadino.
Il governatore Gianni Chiodi, nei giorni scorsi, smentendo categoricamente l'esistenza di una emergenza, ha affermato che la Regione ha fatto tutto il suo dovere in termini di programmazione, che le responsabilità sono tutte da attribuire agli enti locali e ai consorzi e non ha escluso la possibilità di commissariare i soggetti inadempienti.
Questa mattina si è detto pronto a denunciare gli amministratori inadempienti: «invito tutti i soggetti interessati a trovare un accordo», ha ribadito, «perché i cittadini non possono pagare le scelleratezze, le inadempienze e i giochi politici, di un ceto dirigente inadeguato a tutelare i loro interessi».
Su questo punto, il presidente della Regione come del resto aveva fatto nei giorni scorsi e nella seduta del Consiglio regionale straordinario l'assessore Mauro Di Dalmazio, non ha mancato di chiarire la posizione della Regione.
«Premesso che è compito dei Consorzi intercomunali attivarsi per tempo e raggiungere gli accordi per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, già da lungo tempo - sottolinea il presidente Chiodi - il servizio rifiuti dell'assessorato regionale aveva allertato i vertici del consorzio rifiuti dei comuni del pescarese, confermando comunque che la discarica di Colle Cese sarebbe stata chiusa tra febbraio e marzo. Nonostante questo, e facendo anche più di quello di avrebbe dovuto, venerdì scorso la Giunta ha individuato quattro discariche pubbliche sulle quali conferire i rifiuti. Il resto, con tutto quello che ne consegue - conclude il presidente - è figlio della mancata organizzazione di chi doveva attivarsi».

* IL NOSTRO SONDAGGIO SULL'EMERGENZA

«CHIODI DENUNCI ANCHE SE STESSO»
«Chiodi inizi a denunciare il suo assessore al ritardo Di Dalmazio e poi sporga denuncia contro il presidente della Provincia di Pescara che non è riuscito ancora ad approvare il piano provinciale a seguito delle osservazioni della Regione, poi visto che ci si trova denunci anche se stesso», commenta il capogruppo del Pd Camillo D’Alessandro. «Chiodi e Di Dalmazio - riprende DI' Alessandro - erano esattamente a conoscenza del percorso di esaurimento della discarica pescarese, ma non hanno mosso un dito, anzi hanno rimandato il problema agli amministratori del pescarese che, secondo Chiodi, dovevano trovare soluzioni che non ci sono, come dimostra l'emergenza, a meno che si voglia gravare Comuni e cittadini di pesanti costi di trasporto aggiuntivi»
«Da tra anni ed  oltre - incalza D' Alessandro - Chiodi non ha messo mano, neanche ha iniziato ad affrontare il problema che provoca l'emergenza in Abruzzo, cioè i rifiuti della provincia di Teramo che vanno a finire ovunque tranne che nelle discariche di Teramo e mandano in esaurimento accelerato le altre, per esempio del chietino. Ci sono nella Provincia di Teramo discariche autorizzate, ma mai attivate . Quindi Chiodi denuncia anche il presidente- sindaco della Provincia di Teramo?»