ABRUZZO

Orso bruno marsicano. Acerbo e Saia interrogano la Regione

«Quali misure sono state prese?»

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Antonio Saia

Antonio Saia

L’AQUILA. Le sorti dell’orso bruno marsicano stanno a cuore ai consiglieri regionali Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) ed Antonio Saia (Comunisti italiani).

Lo hanno espresso in un’ interrogazione a risposta scritta in seguito all’ indagine del progetto Life Arctos (per la conservazione dell’orso bruno).
Dai dati pubblicati oltre alla bassissima natalità registrata nel 2011 (tre cuccioli da una sola femmina), si è evidenziato l’aumento di mortalità della specie per cause umane.
«Quali iniziative ha attuato la Regione», hanno chiesto i consiglieri, « e quali intenda intraprendere, anche presso tutti gli altri Enti responsabili della conservazione di questa preziosa specie (Pnalm, Cfs, Provincia)?».
Acerbo e Saia intendono conoscere anche lo stato di attuazione delle azioni previste dal progetto Life Arctos e soprattutto dal Patom (Piano di azione per la tutela dell’orso marsicano) approvato con delibera di Giunta Regionale n° 469 del 14 giugno 2010.
Dall’indagine del progetto Life Arctos è venuto fuori che il nucleo principale della popolazione di questa sottospecie di orso vive solo nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e all’ultima stima, nel 2008, contava 40 individui. Durante la conta sono state avvistate una femmina con tre piccoli nati quest’anno, una femmina con un piccolo dell’anno scorso e una femmina con tre piccoli sempre dell’anno scorso. Quest’ultima però è l’orsa investita mortalmente il 3 maggio scorso sulla statale che collega Pescasseroli a Gioia dei Marsi.
Dopo questi tristi incidenti sono state annunciate una serie di misure per scongiurare il problema: dai limiti di velocità sui rettilinei che attraversano la zone dell’orso, come quello, vicino a Pescasseroli, dove è stata uccisa la femmina madre dei tre cuccioli, alla messa in sicurezza di pozzi per evitare sciagure. Eppure la situazione sembrerebbe la stessa.
«In altri paesi come la Spagna», hanno ricordato Acerbo e Saia,«una corretta attività di gestione di una popolazione di orsi ridottissima sull’orlo dell’estinzione ha consentito in pochi anni non solo la conservazione ma la decuplicazione nel giro di alcuni anni».